La verità sui nuovi limiti di emissione

La verità sui nuovi limiti di emissione? Ecco un documento ufficiale con i relativi riferimenti :

Milano, 29 novembre 2007

A poco meno di un anno dalla pubblicazione della Dichiarazione LVD ADCO sui limiti di irradianza delle lampade UV indoor (22/01/2007), tenuto conto dei recenti sviluppi dell’indagine condotta dal Sostituto Procuratore di Torino Guariniello su alcuni centri di abbronzatura, sentito il parere tecnico del C.E.I. (Comitato Elettrotecnico Italiano), FAPIB – Associazione nazionale fornitori di apparecchiature, attrezzature ed arredamenti per istituti di bellezza, acconciatori, operatori del fitness e centri di abbronzatura – precisa che:

  • le apparecchiature per l’abbronzatura professionale indoor con marcatura obbligatoria CE, immesse sul mercato europeo dopo il 22/07/2007, devono rispettare il limite di irradianza di 0,3 W/mq;
  • tale soglia ha prevalenza su qualunque altro valore indicato dalle norme EN, fino a quando tali norme saranno adeguate in tal senso;
  • il nuovo limite è supportato, oltre che dal risultato dello studio del SCCP (Scientific Committee on Consumer Products), anche dalla Commission Opinion 2004/C 275/03, evidenziata nella nota 12 della lista delle Norme Armonizzate ai fini della Direttiva LVD pubblicata sul GUCE C208/1 del 30/08/2006.

Giova inoltre evidenziare che la Commissione Europea ha dichiarato il suo accordo a tale richiesta al fine di garantire che tutte le parti interessate siano informate di tale sviluppo.

Dal 23/07/2007 (termine fissato dalla Dichiarazione LVD ADCO) quindi, la Norma CEI EN 60335-2-27:2005-07, per poter essere utilizzata quale riferimento per la marcatura CE in conformità alla Direttiva LVD, deve necessariamente tener conto della Dichiarazione LVD ADCO che, provenendo dai rappresentanti ministeriali degli Stati Membri EU, non può essere ulteriormente modificata dall’organismo normatore europeo CENELEC o da organismi nazionali quali il CEI.

La riduzione dell’energia irradiante a 0,3 W/mq è presente, inoltre, nella sezione 3) delle “Norme Tecniche da Applicare”, Scheda Tecnico-Informativa n° 7 (Lampade Abbronzanti), realizzata di concerto fra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Salute, Istituto Superiore Sanità, ISPESL, CEI, CNA, CONFARTIGIANATO e le associazioni di rappresentanza industriale. Tale scheda, che assieme ad altre costituirà l’allegato tecnico del Decreto previsto dall’ex art. 10 della Legge 1/90, è tuttora all’esame del Consiglio Superiore di Sanità per le verifiche necessarie prima della divulgazione.

Oltre alle limitazioni di potenza, il corretto e sicuro impiego delle apparecchiature UV è garantito anche da altri adempimenti obbligatori per i produttori, connessi alla marcatura CE.

In particolare ogni macchinario deve essere corredato di una serie di documenti tecnici, tra i quali assume importanza decisiva il “manuale d’uso”, che contiene tutte le indicazioni e le avvertenze necessarie per l’impiego, tra cui le cautele, i programmi d’esposizione, la distanza dalle lampade, i criteri di sicurezza generale destinati agli operatori professionali e agli ambienti di lavoro.

Il servizio di abbronzatura indoor è reso in centri specializzati e istituti di bellezza appositamente attrezzati, dove ogni utente è seguito dall’estetista, professionista formata e qualificata all’impiego di queste apparecchiature, che assicura una fruizione personalizzata, corretta e benefica del bagno solare, evitandone abusi e usi impropri.

L’UV artificiale, infatti, è del tutto simile a quello naturale. È ricco di effetti salutari per la persona e non solo da un punto di vista estetico.

Tuttavia, così come è necessario proteggersi da un’eccessiva esposizione al Sole, anche l’impiego delle apparecchiature abbronzanti deve rispondere a precise regole, a un protocollo predefinito, che l’estetista deve adottare in base alle caratteristiche fisiologiche e somatiche di ciascun cliente. È auspicabile, per la tutela dei consumatori e nell’interesse dell’intero settore, che tutte le situazioni non conformi a quanto previsto dalla normativa, dalle prescrizioni d’uso e dalla consolidata pratica di buon impiego vengano sanzionate e ricondotte all’interno di un modello virtuoso di erogazione del servizio di abbronzatura.

I produttori italiani aderenti a FAPIB confermano la corretta rispondenza delle proprie apparecchiature alle norme e alle direttive vigenti. Non solo, da tempo hanno fatto propri taluni suggerimenti dell’Associazione, tra i quali un codice di autodisciplina, per una corretta informazione e formazione dell’estetista, a sostegno della sua professionalità in questo specifico campo del benessere.

In questo senso, FAPIB rinnova la collaborazione che da sempre è attiva con le federazioni sindacali che rappresentano il settore dell’estetica professionale, per fornire tutti i supporti necessari alla crescita e alla qualificazione degli operatori. In questo delicato momento per il settore abbronzatura, FAPIB suggerisce di diffidare da comunicati, proposte o promesse che si discostano da quanto indicato in questa position paper e invita tutti gli interessati a rivolgersi alle proprie Associazioni di categoria e ai propri fornitori di fiducia per ottenere informazioni certe e attendibili in merito all’impiego delle apparecchiature per l’abbronzatura professionale indoor.

FAPIB, ovviamente, è a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che richiedessero ulteriori approfondimenti e precisazioni.

FAPIB Commissione per lo Sviluppo dell’Abbronzatura Indoor.