Archivio di luglio 2009

OMS: disinformazione su solarium e lampade abbronzanti

venerdì 31 luglio 2009

Sono sicuro che siete a conoscenza di quanto riportato sui principali mezzi di comunicazione, ieri , in relazione ai solarium. Di seguito il comunicato stampa dal quale tutti gli articoli hanno preso origine:

OMS: LAMPADE ABBRONZANTI, ALLARME CANCRO

ROMA – I raggi ultravioletti delle lampade abbronzanti, finora classificati come “probabilmente cancerogeni”, da oggi diventano “cancerogeni”, secondo quanto ha stabilito l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). E’ un gruppo di 20 esperti, provenienti da nove paesi, ad aver esaminato gli studi che hanno portato alla decisione di elevare il grado di rischio di lettini e cabine abbronzanti. Le conclusioni degli scienziati saranno pubblicate sul numero di agosto della rivista medica Lancet Oncology.

Era dal 1992 che i raggi solari ultravioletti (di tipo A, B e C), così come quelli artificiali delle lampade e dei lettini abbronzanti, erano al ‘livello 2′ della classifica dell’agenzia Oms per la ricerca sul cancro (Cicr). Ma oggi i suoi esperti li hanno trasferiti al ‘livello 1′, ovvero la soglia di massimo rischio di esporsi al cancro. “Una ricerca ha stabilito che l’esposizione ai raggi UV artificiali, prima di 30 anni, aumenta del 75% il rischio di melanoma, la forma più aggressiva di cancro della pelle”, secondo le conclusioni del Cicr, che spiega come l’utilizzo di strumenti di abbronzatura artificiale sia molto diffuso, soprattutto tra le giovani donne. Inoltre, proseguono gli esperti, “diversi studi hanno dimostrato il legame tra abbronzatura artificiale e melanoma oculare”.

Ci sono alcuni aspetti di cui è bene prendere nota:

  1. La luce del sole è nella stessa categoria nella quale sono stati messi i lettini abbronzanti ora (livello 1), dal 1992. Poiché i lettini abbronzanti riproducono la luce del sole , è naturale che siano nella stessa categoria.
  2. La IARC è un gruppo di scienziati che lavora con le Nazioni Unite. Il loro report non è un nuovo studio; è una revisione di un documento del 2006, che era a sua volta una revisione di ventitré studi, alcuni datati all’inizio del 1980. Questi studi avevano un vasto raggio di obbiettivi:Dei ventitré studi:5 erano stati esclusi per l’inutilità dei dati.6 hanno avuti risultati che suggerivano che i lettini abbronzanti in realtà riducevano il rischio di cancro alla pelle.16 HANNO AVUTO RISULTATI entro il margine di errore- Per comprendere, nel caso di un’elezione gli esperti direbbero che tu non dovresti fidarti di uno scrutinio che mostra un candidato in testa dell’1% con un margine di errore del 5%. ( fonte Esa ).
  3. Negli articoli apparsi in questo periodo, non emerge alcun riferimento alla recente raccomandazione Europea circa i limiti di emissione  che hanno ridotto la potenza dei solarium ( di tutti quelli immessi in commercio), a  0.3 Watt/mq , ovvero una potenza massima pari a quella del sole a mezzogiorno, all’altezza dell’equatore, in una giornata senza nuvole. Anzi , in alcuni articoli particolarmente allarmistici, i solarium sono “classificati” con una potenza fino a 10 volte superiore a quella del sole. Ne consegue che gli studi statistici sono stati effettuati su tipi di lettini oggi illegali e non più in produzione (in Europa) allora che valore hanno?
  4. Per i lettini abbronzanti, essere nella categoria “livello 1″ non quantifica la dimensione del rischio, ma riconosce esclusivamente l’esistenza dei rischi. Alcuni prodotti presenti in questa categoria sono molto pericolosi, come l’arsenico e il gas della mostarda. Altre sostanze comportano un piccolissimo rischio, vino rosso, birra e pesce conservato sotto sale, eppure sono nella stessa categoria. Ne consegue che alcune affermazioni che sono state scritte  tipo “Lettini abbronzanti pericolosi come l’arsenico” sono totalmente sbagliate. Gli scienziati non hanno assolutamente fatto quel tipo di paragone, certo sarebbe stato più simpatico se ci fosse stato qualche giornalista sagace che avesse scritto “Lettini abbronzanti pericolosi come il Merlot”.
  5. Dal 1992, migliaia di medici hanno raccomandato una moderata esposizione ai raggi del sole per i notevoli e documentati vantaggi alla salute. Infatti, molti illustri  esperti cattedrati , sono convinti che i vantaggi della luce solare superino notevolmente i rischi.
  6. Nella maggior parte degli articoli, non viene citata la condizione del nostro Paese , nel quale , le Estetiste , a fronte della loro professionalità e dei loro obblighi hanno goduto dell’utilizzo esclusivo di queste apparecchiature , garantendone , implicitamente , il corretto utilizzo. In molti Paesi Europei esistono centri abbronzatura completamente automatizzati , senza alcuna supervisione, in altri l’autorizzazione ad aprire un centro abbronzatura si consegue con corsi di abilitazione di poche centinaia di ore. Dunque o la qualificata professionalità dei diplomi in Estetica non conta nulla , oppure una differenza dagli altri Paesi europei deve essere evidenziata.
  7. Nella campagna stampa non sono presi in considerazione i suggerimenti della Direzione Generale Della Commissione Europea per la Salute e la Tutela del Consumatore che dal 22 Gennaio 2007 disponeva che tutti i paesi della Comunità adottassero entro sei mesi i suggerimenti del S.C.C.P. ovvero che la massima irradianza dei solarium non superasse 11 Sed/h. ( quella del sole a mezzogiorno all’Equatore ) Inoltre tale Organismo disponeva che a partire da quella data :
    a.    Nei Paesi della CEE non potevano essere più immessi in commercio Solarium con un’emissione (intesa come somma di UVA +UVB) superiore a di 0.3 W/m²/nm.
    b.    Ai paesi Membri era richiesto di predisporre un sistema di verifica dell’emissione delle apparecchiature abbronzanti in esercizio presso le attività commerciali.
    c.    Ogni paese avrebbe potuto emanare una Legge (regolamento, o circolare ecc.) per l’applicazione sul proprio mercato Nazionale dei nuovi limiti di emissione e stabilire fra l’altro:
    i.    Se , ed entro quale periodo, il parco macchine esistente alla data del 23 Luglio, doveva essere adeguato ai nuovi limiti massimi di emissione.
    ii.    Le modalità e gli strumenti con i quali effettuare controlli sulle apparecchiature già nel mercato.

Se teniamo in considerazione quanto sopra esposto , non si capisce il senso reale di questa campagna stampa superficiale e denigratoria, i cui effetti rischiano di incidere definitivamente sulle aziende serie che operano, come noi , da anni nel settore e che tentano , al fianco dei propri clienti, di superare un periodo di crisi economica generale, già di per sé, sufficientemente complicato.

Chi scrive utilizzando titoli e contenuti allarmistici, dovrebbe rendersi conto che con queste imprecisioni e superficialità, rischia di mettere in discussione migliaia di posti di lavoro, non solo nel settore della produzione ma anche in quello artigianale dell’estetica professionale. In Italia infatti esistono circa 18.000 centri di estetica dove estetiste diplomate, con esperienza e professionalità, propongono corrette sedute d’abbronzatura prendendosi cura dei propri clienti ed utilizzando apparecchiature costruite da aziende serie , nel rispetto delle più recenti normative.

In questi centri sono impiegati circa 35 mila addetti che assieme a chi lavora nelle aziende di produzione e nell’indotto, meritano un po’ più di attenzione e serietà dagli organi di stampa e dalle Istituzioni.

I Benefici del solarium

mercoledì 29 luglio 2009

solariumScegliere un solarium per la propria abbronzatura comporta decisamente molti benefici… e non solo estetici!

Oltre a favorire allegria e fiducia in se stessi, non bisogna dimenticarsi anche degli innumerevoli vantaggi fisici!

I Solarium sono stati inventati in Europa proprio per mitigare le malattie provocate dalla mancanza del sole, attraverso l’emissione di luce artificiale. (altro…)

Sole e Salute

lunedì 20 luglio 2009

abbronzatura001

Solarium significa “luogo esposto al sole”. Nella cultura latina, il bagno di sole è parte integrante dei trattamenti finalizzati alla bellezza e salute del corpo. Le spiagge, le terrazze e i giardini sono tradizionalmente i luoghi dell’esposizione al sole.

Oggi le apparecchiature abbronzanti forniscono un’irradiazione UV calibrata, modulabile sulle specifiche caratteristiche della pelle di che ne fa uso (confronta con il nostro test di Facebook per conoscere il tuo fototipo).

Abbronzarsi è bello, ma bisogna farlo seguendo alcune semplici regole, per poterne trarre i migliori benefici in piena sicurezza. (altro…)

Sulla cresta dell’onda

lunedì 13 luglio 2009

E’ proprio in momenti non favorevoli che il mercato ci richiede di reagire con prontezza e lucidità e riuscire ad arrivare ancora più in alto, saltando ogni ostacolo arrivando comunque alla meta prefissata. Esistono infatti diverse opportunità per trarre vantaggio da uno scenario economico non propriamente del tutto negativo. Anche per quanto concerne il settore dell’estetica abbronzante. (altro…)

L’esperto risponde: abbronzatura naturale o artificiale?

lunedì 6 luglio 2009

Proseguiamo con le domande rivolte all’esperta di abbronzatura ed estetica di I.SO Italia. L’esperto chiarisce alcuni dubbi legati a tinte naturali e con macchine abbronzanti.

Che differenza c’è tra un’abbronzatura artificiale e un’abbronzatura naturale?

I raggi UV della luce solare sono composti per il 95% da UVA e per il 5% da UVB. Le lampade solari emettono invece quasi esclusivamente UVA, mentre la quota di UVB può variare dallo 0 al 5% in base al tipo di sorgente. Pertanto l’abbronzatura artificiale privilegia maggiormente l’effetto transitorio della pigmentazione immediata UVA-indotta, sebbene anche la pigmentazione ritardata possa essere stimolata dagli UVA, ma in misura minore e più lentamente rispetto all’UVB. Per tale ragione l’abbronzatura artificiale è meno duratura di quella naturale. La piccola quota di UVB emessa, talora assente, spiega la limitata potenzialità eritemigena delle lampade solari rispetto alla luce solare, ma priva la pelle del protettivo ispessimento della strato corneo UVB-indotto.

L’abbronzatura artificiale può prevenire le scottature in spiaggia?

L’abbronzatura artificiale è in grado di proteggere la pelle solo parzialmente dalle successive esposizioni solari. Infatti gli UVA delle lampade solari sono responsabili principalmente della pigmentazione immediata e solo parzialmente della più protettiva pigmentazione ritardata. Inoltre gli UVA, a differenza degli UVB, non stimolano l’ispessimento dello strato corneo, un altro importante agente protettivo nei confronti di ulteriori esposizioni alle radiazioni UV.

Entrambi questi fattori rendono pertanto l’abbronzatura artificiale equivalente ad un fattore di protezione variabile tra 2 e 4, che non esula dal dover mettere in atto quella serie di comportamenti fotoprotettivi adeguati, uso di filtri solari ed esposizione graduata quando si espone la pelle al sole.

Perché si sconsiglia l’uso di cosmetici prima di esporsi ad una lampada solare?

L’esposizione alla luce solare o artificiale in concomitanza all’uso di alcune sostanze contenute in cosmetici e in alcuni farmaci per uso topico o sistemico può dar luogo a reazioni di fotosensibilizzazione, quali fototossicità o fotoallergia. La reazione fototossica avviene quando il farmaco per effetto dell’esposizione alla luce viene trasformato in composti direttamente irritanti, responsabili di una risposta infiammatoria simile ad un’ustione solare, limitata alle sedi fotoesposte.

Affinché tale razione si scateni è necessaria un’adeguata quantità sia di sostanza fotosensibilizzante, sia di una adeguata quantità di radiazione attivante nella specifica lunghezza d’onda. La reazione fotoallergica è invece mediata dal sistema immune poiché il farmaco, modificato dall’energia luminosa assorbita, scatena una reazione di tipo eczematoso simile ad una dermatite allergica da contatto che si manifesta 24-48 ore dopo la seconda interazione tra sostanza chimica e radiazione elettromagnetica, con coinvolgimento talora anche delle sedi non-fotoesposte. A scatenare questo tipo di reazione sono sufficienti piccole quantità di fotosensibilizzante e di energia radiante.

Quali effetti positivi e negativi hanno gli autoabbronzanti?

Gli autoabbronzanti non sono in grado di stimolare una vera pigmentazione melanica, ma producono una colorazione arancio-bruna della cute interagendo chimicamente con costituenti proteici dello strato corneo. Le sostanze più frequentemente impiegate a tale scopo sono il diidrossiacetone e l’eritrulosio, entrambe in grado di dare un imbrunimento dello strato corneo equivalente ad un fattore di proiezione pari circa a 2 nei confronti dell’UVA e della luce visibile, ma non dell’UVB.

Lo svantaggio dell’uso di autoabbronzanti risiede nel rischio di generare una falsa sicurezza in chi li utilizza poiché la pigmentazione artificiale così ottenuta non ha equivalenza fotoprotettiva pari alla pigmentazione melanica sia essa indotta per via naturale o artificiale. L’utilizzo di autoabbronzanti, specie di quelli associati a filtri solari, può essere utile soprattutto in soggetti con basso fototipo (I-II), che spesso forzano insensatamente le esposizioni solari o artificiali nell’attesa di ottenere un’abbronzatura più scura, che tuttavia, per motivi genetici non potrà mai verificarsi.

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