Intervenire per il bene del settore: facciamoci sentire!

solariumIn questa intervista, il Dott.Valentino Astolfi, Responsabile Commerciale di I.SO Italia, approfondisce le tematiche inerenti la campagna denigratoria contro le apparecchiature
abbronzanti, e invita ad una civile mobilitazione del settore dell’estetica professionale.

- Dottor Astolfi, come saranno i centri estetici che le proposte di legge stanno disegnando per il futuro? La figura dell’estetista è destinata a scomparire?

- La domanda è pertinente. In effetti, il settore dell’estetica e, al suo interno, dei centri abbronzatura, sta per essere radicalmente modificato. Le critiche del Codacons, gli articoli allarmistici – che hanno riempito i giornali in questi mesi – sui rischi dell’abbronzatura e su nuove apparecchiature per l’estetica professionale, hanno fatto si che molti politici decidessero di intervenire, per “cavalcare” l’opinione pubblica a fini elettorali. Ecco quindi, all’improvviso, 4 nuove proposte di legge sull’estetica, di cui sono in pochi a sapere, redatte senza l’opinione di chi in questo essere sottoposto a nuove e diverse regole. Che questo avvenga senza il parere dei diretti interessati non è accettabile.

- Per questo I.SO Italia ha deciso di impegnarsi ancora di più nell’informazione sulle normative?

- Proprio così: per il profondo valore dell’informazione in un paese democratico e per il grande apporto che solo i protagonisti del settore possono fornire alla formulazione di nuove regole che riguardano la loro professionalità e le apparecchiature con cui dovranno operare, abbiamo deciso di invitarvi a prendere visione delle proposte di legge e a scrivere, se lo ritenete opportuno, i vostri suggerimenti e le vostre considerazioni a chi le ha redatte. Sul nostro blog www.solariumnews.it potete trovare i testi delle proposte di legge che siamo riusciti a reperire ed i riferimenti pubblici dei firmatari ai quali inviare le vostre preziose considerazioni. È il momento di dare il proprio contributo di idee e osservazioni, di far sentire la propria voce per il bene di tutto il settore dell’estetica professionale.

- Dott. Astolfi, cosa ha provocato la levata di scudi istituzionale contro i solarium?

- Numerosi articoli comparsi su quotidiani  e giornali on-line, circa l’inserimento delle apparecchiature abbronzanti nella categoria 1 degli agenti cancerogeni. In Agosto l’Ansa ha diramato ai giornali la seguente notizia:

OMS: LAMPADE ABBRONZANTI, ALLARME CANCRO
ROMA – I raggi ultravioletti delle lampade abbronzanti, finora classificati come probabilmente cancerogeni, da oggi diventano cancerogeni, secondo quanto ha stabilito l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). È un gruppo di 20 esperti, provenienti da nove paesi, ad aver esaminato gli studi che hanno portato alla decisione di elevare il grado di rischio di lettini e cabine abbronzanti. Le conclusioni degli scienziati saranno pubblicate sul numero di agosto della rivista medica Lancet Oncology.

Dal 1992 ad oggi i raggi solari ultravioletti (di tipo A, B e C), così come quelli artificiali delle lampade
e dei lettini abbronzanti, sono stati classificati al “livello 2″ della classifica dell’agenzia OMS per la
ricerca sul cancro (Cicr). Oggi gli esperti dell’OMS li hanno trasferiti al “livello 1”, ovvero la soglia di
massimo rischio di esposizione al cancro. Una ricerca ha stabilito che l’esposizione ai raggi UV artificiali, prima di 30 anni, aumenta del 75% il rischio di melanoma, la forma più aggressiva di cancro della pelle, secondo le conclusioni del Cicr, che spiega come l’utilizzo di strumenti di abbronzatura artificiale sia molto diffuso, soprattutto tra le giovani donne. Inoltre, proseguono gli esperti, diversi studi hanno dimostrato il legame tra abbronzatura artificiale e melanoma oculare.
Tutti gli articoli che ne sono derivati, molti dei quali con titoli allarmistici, non hanno tenuto in nessuna considerazione i seguenti aspetti. Tutti gli articoli che ne sono derivati, molti dei quali con titoli allarmistici, non hanno tenuto in nessuna considerazione i seguenti aspetti.

  1. La luce del sole è nella stessa categoria nella quale sono stati  messi i lettini abbronzanti (livello
    1 secondo la classificazione del 1992). Poiché i lettini abbronzanti riproducono la luce del sole, è
    naturale che siano nella stessa categoria.
  2. L’agenzia IARC è un gruppo di scienziati che si occupa di classificazione dei rischi relativi ai tumori da agenti chimici e fisici per conto dell’OMS e delle Nazioni Unite. Il suo report non è un nuovo studio: è una revisione di un documento del 2006, che era a sua volta una revisione di ventitré studi, alcuni datati all’inizio del 1980. Questi studi avevano un vasto raggio di
    obiettivi: dei ventitré studi, 5 erano stati esclusi per l’inutilità dei dati, 6 hanno avuto risultati che suggerivano che i lettini abbronzanti in realtà riducevano il rischio di cancro alla pelle, 16 HANNO AVUTO RISULTATI non omologabili, in quanto compresi entro il margine
    statistico di errore. Per comprendere la scarsa validità di tale statistica, nel caso di un’elezione
    gli esperti dicono di non fidarsi di uno scrutinio che mostra un candidato in testa dell’1% con un margine di errore del 5% (fonte Esa).
  3. Negli articoli apparsi in questo periodo non emerge alcun riferimento alla recente raccomandazione Europea circa i limiti di emissione che hanno ridotto la potenza
    dei solarium (di tutti quelli immessi in commercio) a 0.3 Watt/mq,ovvero una potenza massima pari a quella del sole a mezzogiorno all’altezza dell’equatore, in una giornata senza nuvole. Anzi, in alcuni articoli particolarmente allarmistici i solarium sono classificati “con una potenza fino a 10 volte superiore a quella del sole”. Ne consegue che gli studi statistici sono stati effettuati su tipi di lettini oggi illegali e non più in produzione (in Europa). Allora che valore hanno le indicazioni dell’OMS?
  4. Per i lettini abbronzanti, essere nella categoria ”livello 1” non quantifica la dimensione del
    rischio, ma riconosce esclusivamente l’esistenza di rischi. Alcuni prodotti presenti in questa categoria sono molto pericolosi, come l’arsenico e il gas mostarda. Altre sostanze comportano un piccolissimo rischio: vino rosso, birra e pesce conservato sotto sale, eppure sono nella stessa categoria. Ne consegue che alcune affermazioni che sono state scritte, del tipo ”Lettini abbronzanti pericolosi come l’arsenico”, sono totalmente prive di fondamento. Gli scienziati
    non hanno assolutamente fatto quel tipo di paragone, certo sarebbe stato più simpatico se ci fosse stato qualche giornalista sagace che avesse scritto “Lettini abbronzanti pericolosi come il Merlot”.
  5. Dal 1992, migliaia di medici hanno raccomandato una moderata esposizione ai raggi del sole per i notevoli e documentati vantaggi alla salute. Infatti, molti illustri esperti sono convinti che i vantaggi della luce solare superino notevolmente i rischi.
  6. Nella maggior parte degli articoli non viene citata la condizione del nostro Paese, nel quale le
    Estetiste, a fronte della loro professionalità e dei loro obblighi, hanno goduto dell’utilizzo esclusivo di queste apparecchiature, garantendone, implicitamente, il corretto utilizzo. In molti Paesi Europei esistono centri abbronzatura completamente automatizzati, senza alcuna
    supervisione; in altri, l’autorizzazione ad aprire un centro abbronzatura si consegue con corsi di abilitazione di poche centinaia di ore. Dunque, o la qualificata professionalità dei diplomi in Estetica non conta nulla, oppure una differenza dagli altri Paesi europei deve essere evidenziata.
  7. Nella campagna stampa non sono presi in considerazione i suggerimenti della Direzione Generale Della Commissione Europea per la Salute e la Tutela del Consumatore, che disponeva che dal 22 Gennaio 2007 tutti i paesi della Comunità adottassero entro sei mesi i suggerimenti
    dell’ S.C.C.P., ovvero che la massima irradianza dei solarium non superasse 11 Sed/h. (quella del
    sole a mezzogiorno all’Equatore). Inoltre tale Organismo disponeva che a partire da quella data:

    1. Nei Paesi della CEE non potevano più essere immessi in commer commercio Solarium con un’emissione (intesa come somma di UVA +UVB) superiore a di 0.3 W/m2.
    2. Ai paesi Membri era richiesto di predisporre un sistema di verifica dell’emissione delle apparecchiature abbronzanti in esercizio presso le attività commerciali.
    3. Ogni paese avrebbe potuto emanare una Legge (regolamento, o circolare ecc.) per l’applicazione sul proprio mercato Nazionale dei nuovi limiti di emissione, e stabilire
      fra l’altro:
    • Se, ed entro quale periodo, il parco macchine esistente alla data del 23 Luglio doveva essere adeguato ai nuovi limiti massimi di emissione.
    • Le modalità e gli strumenti con i quali effettuare controlli sulle apparecchiature già sul mercato.

Se teniamo in considerazione quanto sopra esposto, non si capisce il senso reale di questa campagna
stampa superficiale e denigratoria, i cui effetti rischiano di incidere definitivamente sulle aziende serie
che operano, come noi, da anni nel settore e che tentano, al fianco dei propri clienti, di superare un periodo di crisi economica generale, già di per sé sufficientemente complicato. Chi scrive utilizzando titoli e contenuti allarmistici, dovrebbe rendersi conto che con queste imprecisioni e superficialità, rischia di mettere in discussione migliaia di posti di lavoro, non solo nel settore della produzione ma anche in quello artigianale dell’estetica professionale. In Italia infatti esistono circa 18.000 centri di estetica dove estetiste diplomate, con esperienza e professionalità, propongono corrette sedute d’abbronzatura prendendosi cura dei propri clienti ed utilizzando apparecchiature costruite da aziende serie, nel rispetto delle più recenti normative. In questi centri sono impiegati circa 35 mila addetti che, insieme a chi lavora nelle aziende di produzione e nell’indotto, meritano un po’ più di attenzione e serietà dagli organi di stampa e dalle Istituzioni.