Le nuove regole per l’estetica: alcune considerazioni

Il Ministero dello sviluppo economico ha recentemente richiesto un parere alle associazioni di categoria sul Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro della salute.

Nel documento – che potete consultare su questo collegamento -  è fatta una descrizione dettagliata delle apparecchiature che potranno essere usate dalle estetiste e delle caratteristiche che devono avere. Ecco alcune nostre considerazioni.

Sul testo della scheda N°7 mi sento di evidenziare due importanti note. La prima è che è presa in considerazione lo studio dell’OMS (se ne sconsigli l’uso a chiunque…). Lo studio è stato realizzato in tempi remoti su apparecchiature diverse da quelle descritte sulla scheda e di dubbia validità scientifica.

Su quanto sostenuto dall’ OMS evidenzio che :

  • La luce del sole è nella stessa categoria nella quale sono stati messi i lettini abbronzanti ora (livello 1), dal 1992. Poiché i lettini abbronzanti riproducono la luce del sole , è naturale che siano nella stessa categoria.
  • La IARC è un gruppo di scienziati che lavora con le Nazioni Unite. Il loro report non è un nuovo studio; è una revisione di un documento del 2006, che era a sua volta una revisione di ventitre; studi, alcuni datati all’inizio del 1980. Questi studi avevano un vasto raggio di obbiettivi: dei ventitré studi 5 erano stati esclusi per l’inutilità dei dati, 6 hanno avuto risultati che suggerivano che i lettini abbronzanti in realtà riducevano il rischio di cancro alla pelle, 16 HANNO AVUTO RISULTATI entro il margine di errore. Per comprendere, nel caso di un’elezione gli esperti direbbero che tu non dovresti fidarti di uno scrutinio che mostra un candidato in testa dell’1% con un margine di errore del 5%. ( fonte Esa ).
  • Per i lettini abbronzanti, essere nella categoria “livello 1″ non quantifica la dimensione del rischio, ma riconosce esclusivamente l’esistenza dei rischi. Alcuni prodotti presenti in questa categoria sono molto pericolosi, come l’arsenico e il gas della mostarda. Altre sostanze comportano un piccolissimo rischio, vino rosso, birra e pesce conservato sotto sale, eppure sono nella stessa categoria. Ne consegue che alcune affermazioni che sono state scritte come “Lettini abbronzanti pericolosi come l’arsenico” sono totalmente sbagliate. Gli scienziati non hanno assolutamente fatto quel tipo di paragone.
  • Dal 1992, migliaia di medici hanno raccomandato una moderata esposizione ai raggi del sole per i notevoli e documentati vantaggi alla salute. Infatti, molti illustri  esperti cattedrati , sono convinti che i vantaggi della luce solare superino notevolmente i rischi e questo è testimoniano da studi scientifici ufficiali.
  • Non si capisce perchè, invece del vecchio e poco scientifico studio dell’OMS non sono presi in considerazione i suggerimenti della Direzione Generale Della Commissione Europea per la Salute e la Tutela del Consumatore che dal 22 Gennaio 2007 disponeva che tutti i paesi della Comunità adottassero entro sei mesi i suggerimenti del S.C.C.P., ovvero che la massima irradianza dei solarium non superasse 11 Sed/h. ( quella del sole a mezzogiorno all’Equatore ). In tale rapporto, dal quale poi sono scaturiti elementi essenziali che regolano le normative europee di riferimento, non si sconsiglia l’uso delle apparecchiature per l’abbronzatura artificiale a chiunque. L’ S.C.C.P. è infatti lo studio scientifico Recente ed Ufficiale, che sta alla base della normativa europea e che determina il limite di emissione consentito dalle apparecchiature abbronzanti affinchè, all’interno di questo limite, le stesse possano produrre gli stessi effetti benefici prodotti dal sole e conosciuta nella letteratura scientifica internazionale.

Della stessa rilevanza la nota all’affermazione “…non devono essere vantati effetti benefici”: esiste una copiosissima letteratura scientifica internazionale che evidenzia e documenta i tanti effetti benefici di una corretta esposizione. In alcuni casi evidenzia addirittura come per alcuni soggetti l’esposizione all’uv (nel limite di 0.3 watt/mq ) superi di gran lunga i potenziali rischi . Ignorare questa enorme produzione scientifica significa dimostrare poca professionalità e competenza e favorire lobby orientate ad una eccessiva e non giustificabile demonizzazione dell’esposizione all’UV, volte a promuovere farmaci e cosmetici protettivi che recentemente, peraltro, sono stati oggetto di forti perplessità ed analisi anche dalla comunità scientifica.

Mi auguro che tali note possano contribuire  a fornirle un’idea della professionalità con cui sono state realizzate le schede che personalmente ritengo in parte ben fatte ma  al contempo poco “scientifiche” e basate sull’emozionalità creata da informazioni superficiali ed allarmistitiche divulgate dai Media allo scopo di aumentare la loro audience.

Dott. Valentino Astolfi
Sales Manager I.SO Italia

* Documentazione: Decreto ministeriale relativo agli apparecchi estetici in formato PDF