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	<title>News e normative sull&#039;abbronzatura &#187; L&#8217;esperto risponde</title>
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		<title>Apparecchiature abbronzanti: ecco l&#8217;adeguamento</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2011/04/06/emissione-apparecchiature-abbronzanti/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 09:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Solarium news</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza certificata]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto cambia il solarium una volta " messo a norma" con emissione a 0.3 W? Ecco un aggiornamento sui nuovi Decreti e gli interventi necessari per adeguare le apparecchiature abbronzanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo Decreto prevede che tutte le apparecchiature abbronzanti abbiano un&#8217;<strong>emissione di 0.3 W su metro quadrato</strong> inteso come somma UVA e UVB. La misurazione è rilevata con apposite apparecchiature (spettro radiometro) nel punto in cui l&#8217;utilizzatore è collocato all&#8217;interno della apparecchiatura .</p>
<p>La procedura di adeguamento consiste in un intervento tecnico volto a far si che il solarium abbia l&#8217;emissione definita dal Decreto, al termine del quale viene rilasciata una <strong>dichiarazione di emissione di 0.3 W su metro quadrato </strong>ed una integrazione del manuale d&#8217;uso e manutenzione . <span id="more-584"></span></p>
<p>Quanto cambia il solarium una volta &#8221; messo a norma&#8221;? È impossibile definirlo, in quanto dipende dall&#8217;emissione che lo stesso aveva precedentemente all&#8217;intervento tecnico che si rende necessario.</p>
<p>Possono essere messi a norma sia i solarium ad alta pressione che quelli a bassa pressione. Non esistono sorgenti luminose (tubi, lampade o filtri) che garantiscano di per sé tale emissione, in quanto la misurazione è calcolata sull&#8217;insieme delle sorgenti che incidono su l’utilizzatore. Attenzione quindi a chi propone lampade o lampadine &#8220;a norma&#8221;. Di fatto non esistono.</p>
<p>L&#8217;adeguamento, a mio avviso , potrà essere realizzato solo dalle aziende di produzione .Se è vero che dal punto di vista teorico, ogni tecnico dotato di uno spettro radiometro potrebbe combinare filtri e tubi fino ad ottenere l&#8217;emissione corretta  è altrettanto vero che per farlo dovrebbe modificare il solarium assumendosi di conseguenza non solo la responsabilità dell&#8217;emissione, ma anche delle sicurezze e del rispetto delle normative che sottendono al marchio di qualità o dei marchi apposti dal costruttore.</p>
<p>Vi proponiamo di seguito una copia in PDF della documentazione relativa:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/CNA-BENESSERE-SANITA.pdf">CNA Benessere Sanità</a></li>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/CNA-Bergamo.pdf">CNA Bergamo</a></li>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/Conf-VENETO.pdf">Confartigianato Veneto</a></li>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/Confartigianato-Parma.pdf">Confartigianato Parma</a></li>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/Confartigianto-Padova-guida-allestetista.pdf">Confartigianato Padova</a></li>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/Decreto-dattuazzione-dellart-10-della-legge-1-90-.pdf">Ministero dello Sviluppo e della Salute</a></li>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/SCHEDA-solarium-del-nuovo-DECRETO.pdf">Scheda tecnica nuovo decreto</a></li>
<li><a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2011/04/DECRETO-ATTREZZATURE-Padova-vantaggi-e-svantaggi.pdf">Unione Provinciale Artigiani Padova</a></li>
</ul>
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		<title>Raggi ultravioletti contro la carenza di Vitamina D</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2011/01/18/vitamina-d-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 15:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Solarium news</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Sole e Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovi studi dimostrano sul campo come i raggi ultravioletti giochino un ruolo fondamentale nel favorire lo sviluppo di Vitamina D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante i mesi invernali, ovvero quando i raggi ultravioletti della luce solare risultano troppo deboli per stimolare la produzione di Vitamina D da parte dell&#8217;organismo umano, il corpo rischia di soffrire di una carenza acuta di questo fondamentale elemento.</p>
<p>Il problema della <strong>carenza di Vitamina D</strong> affligge particolarmente la popolazione anziana che, durante l&#8217;anno, stando poco tempo all&#8217;aria aperta e non esponendosi al sole, rischia di soffrirne gli effetti negativi , ovvero l&#8217;aumento dei rischi di  osteoporosi, cadute frequenti e, spesso, fratture ossee fatali così come ad infezioni e ad immunodeficienze.</p>
<p>Secondo uno studio pilota condotto da scienziati olandesi una metodologia alternativa, alquanto efficace e meno costosa, è stata trovata. Lo studio ha visto il <strong>trattamento con raggi ultravioletti</strong> – una volta a settimana e per un periodo della durata di otto settimane -  di otto pazienti ricoverati in Casa di Cura e affetti da tassi bassissimi di Vitamina D. Il risultato è stato un innalzamento di Vitamina D a quelli che sono considerati i livelli minimi raccomandati dalla scienza.<span id="more-553"></span></p>
<p><em>“I risultati di questo studio indicano che la carenza di vitamina D può essere efficacemente combattuta e prevenuta attraverso regolari e continuativi trattamenti con luce ultravioletta” </em>afferma il <em>Dottor Victor Chel </em>della <em>Facoltà di Medicina dell&#8217;Università di Amsterdam</em>, responsabile dello studio, aggiungendo: <em>“Questo trattamento – in fase di studio – si è rivelato meno costoso rispetto a quello a base di integratori di vitamina D nonché particolarmente utile per le persone anziane che, essendo soggette a molteplici patologie, assumono già numerosi farmaci”.</em></p>
<p>Lo studio pilota è stato così condotto: otto pazienti di una Casa di Cura con età media di 79 anni – range di età dai 71 agli 87 anni – e aventi tassi di Vitamina D pari ad una media di 28,5 nanomoli/L (nanomoli per litro di sangue), quantità ben al di sotto della soglia limite di 50 nanomoli/L – sono stati esposti una volta a settimana e per un periodo di otto settimane a raggi UV prodotti da lampade UVB della intensità di 0,5 MED. I risultati dello studio hanno dimostrato che i soggetti così trattati hanno raggiunto un livello medio di vitamina D pari a 46,5 nanomoli/L: si consideri in questo senso che 50 nanomoli/L di vitamina D vengono scientificamente considerati sufficienti per iniziare ad osservare i benefici di tale vitamina e che 70/10 nanomoli/L rappresentano il suo livello ottimale di presenza nell’organismo. La produzione di vitamina D, è utile ricordarlo, è stimolata dai raggi UV ed è prodotta, al 90%, dalla pelle.</p>
<p>Ulteriori dettagli di questo studio possono essere trovati  su <a href="http://www.dailymail.co.uk/health/article-1339174/Britons-SHOULD-midday-sun-Vitamin-D.html" target="_blank">questo articolo</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Le nuove regole per l&#8217;estetica: alcune considerazioni</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2010/11/05/le-nuove-regole-per-lestetica-alcune-considerazioni/</link>
		<comments>http://www.solariumnews.it/2010/11/05/le-nuove-regole-per-lestetica-alcune-considerazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 10:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Solarium news</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero dello sviluppo economico ha recentemente richiesto un parere alle associazioni di categoria sul Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro della salute. Ecco le nostre opinioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>Ministero dello sviluppo economico</em> ha recentemente richiesto un parere alle associazioni di categoria sul <em>Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico</em> di concerto con il <em>Ministro della salute</em>.</p>
<p>Nel documento &#8211; che potete consultare su <a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2010/11/scheda-tecnica-estetista.pdf">questo collegamento</a> -  è fatta una descrizione dettagliata delle apparecchiature che potranno essere usate dalle estetiste e delle caratteristiche che devono avere. Ecco alcune nostre considerazioni.<span id="more-534"></span></p>
<p>Sul testo della scheda N°7 mi sento di evidenziare <strong>due importanti note</strong>. La prima è che è presa in considerazione lo studio dell’OMS (se ne sconsigli l’uso a chiunque…). Lo studio è stato realizzato in tempi remoti su apparecchiature diverse da quelle descritte sulla scheda e di dubbia validità scientifica.</p>
<p>Su quanto sostenuto dall’ OMS evidenzio che :</p>
<ul>
<li>La luce del sole è nella stessa categoria nella quale sono stati messi i lettini abbronzanti ora (livello 1), dal 1992. Poiché i lettini abbronzanti riproducono la luce del sole , è naturale che siano nella stessa categoria.</li>
<li>La IARC è un gruppo di scienziati che lavora con le Nazioni Unite. Il loro report non è un nuovo studio; è una revisione di un documento del 2006, che era a sua volta una revisione di ventitre; studi, alcuni datati all’inizio del 1980. Questi studi avevano un vasto raggio di obbiettivi: dei ventitré studi 5 erano stati esclusi per l&#8217;inutilità dei dati, 6 hanno avuto risultati che suggerivano che i lettini abbronzanti in realtà riducevano il rischio di cancro alla pelle, 16 HANNO AVUTO RISULTATI entro il margine di errore. Per comprendere, nel caso di un&#8217;elezione gli esperti direbbero che tu non dovresti fidarti di uno scrutinio che mostra un candidato in testa dell’1% con un margine di errore del 5%. ( fonte Esa ).</li>
<li>Per i lettini abbronzanti, essere nella categoria &#8220;livello 1&#8243; non quantifica la dimensione del rischio, ma riconosce esclusivamente l&#8217;esistenza dei rischi. Alcuni prodotti presenti in questa categoria sono molto pericolosi, come l&#8217;arsenico e il gas della mostarda. Altre sostanze comportano un piccolissimo rischio, vino rosso, birra e pesce conservato sotto sale, eppure sono nella stessa categoria. Ne consegue che alcune affermazioni che sono state scritte come &#8220;Lettini abbronzanti pericolosi come l&#8217;arsenico&#8221; sono <strong>totalmente sbagliate</strong>. Gli scienziati non hanno assolutamente fatto quel tipo di paragone.</li>
<li>Dal 1992, migliaia di medici hanno raccomandato una moderata esposizione ai raggi del sole per i notevoli e documentati vantaggi alla salute. Infatti, molti illustri  esperti cattedrati , sono convinti che <strong>i vantaggi della luce solare superino notevolmente i rischi </strong>e questo è testimoniano da studi scientifici ufficiali.</li>
<li>Non si capisce perchè, invece del vecchio e poco scientifico studio dell&#8217;OMS non sono presi in considerazione i suggerimenti della <em>Direzione Generale Della Commissione Europea</em> <em>per la Salute e la Tutela del Consumatore</em> che dal 22 Gennaio 2007 disponeva che tutti i paesi della Comunità adottassero entro sei mesi i suggerimenti del S.C.C.P., ovvero che la massima irradianza dei solarium non superasse 11 Sed/h. ( quella del sole a mezzogiorno all’Equatore ). In tale rapporto, dal quale poi sono scaturiti elementi essenziali che regolano le normative europee di riferimento, non si sconsiglia l&#8217;uso delle apparecchiature per l&#8217;abbronzatura artificiale a chiunque. L’ S.C.C.P. è infatti lo studio scientifico Recente ed Ufficiale, che sta alla base della normativa europea e che determina il limite di emissione consentito dalle apparecchiature abbronzanti affinchè, all’interno di questo limite, le stesse possano produrre gli stessi effetti benefici prodotti dal sole e conosciuta nella letteratura scientifica internazionale.</li>
</ul>
<p>Della stessa rilevanza la nota all&#8217;affermazione <em>&#8220;…non devono essere vantati effetti benefici&#8221;</em>: esiste una copiosissima letteratura scientifica internazionale che evidenzia e documenta i tanti effetti benefici di una corretta esposizione. In alcuni casi evidenzia addirittura come per alcuni soggetti l&#8217;esposizione all&#8217;uv (nel limite di 0.3 watt/mq ) superi di gran lunga i potenziali rischi . Ignorare questa enorme produzione scientifica significa dimostrare poca professionalità e competenza e favorire lobby orientate ad una eccessiva e non giustificabile demonizzazione dell&#8217;esposizione all’UV, volte a promuovere farmaci e cosmetici protettivi che recentemente, peraltro, sono stati oggetto di forti perplessità ed analisi anche dalla comunità scientifica.</p>
<p>Mi auguro che tali note possano contribuire  a fornirle un&#8217;idea della professionalità con cui sono state realizzate le schede che personalmente ritengo in parte ben fatte ma  al contempo poco &#8220;scientifiche&#8221; e basate sull&#8217;emozionalità creata da informazioni superficiali ed allarmistitiche divulgate dai Media allo scopo di aumentare la loro audience.</p>
<p><em>Dott. Valentino Astolfi<br />
Sales Manager I.SO Italia</em></p>
<p>* Documentazione: <a href="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2010/11/scheda-tecnica-estetista.pdf">Decreto ministeriale relativo agli apparecchi estetici in formato PDF</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>In estetica, la polifunzionalità ha SENSO</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2010/05/03/lettino-massaggio/</link>
		<comments>http://www.solariumnews.it/2010/05/03/lettino-massaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 14:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Solarium news</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Solarium News]]></category>
		<category><![CDATA[i.so benessere]]></category>
		<category><![CDATA[lettino massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[senso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lettino massaggio ad acqua SENSO appartiene alla nuova linea I.SO Benessere, dedicata da I.SO Italia ai centri di estetica, massaggi, relax. SENSO è uno strumento polifunzionale di massima redditività per ogni centro aggiornato, che potrà offrire trattamenti integrati ad alta efficacia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-439" title="Lettino Massaggio" src="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2010/05/lettino-massaggio2.jpg" alt="Lettino Massaggio" width="207" height="152" />Il lettino massaggio tutto-in-uno ad alta redditività. </em>Appartiene alla nuova linea <strong>I.SO Benessere</strong>, dedicata da <a href="http://www.isoitalia.com" target="_blank"><strong>I.SO Italia</strong></a> ai centri di estetica, massaggi, relax, il lettino massaggio ad acqua <strong>SENSO</strong>, uno strumento polifunzionale di massima redditività per l&#8217;operatore.</p>
<p>In abbinamento a <strong>SCIC</strong>, il modulo sospeso con lampade per la stimolazione del collagene posizionabile ad altezza regolabile, costituisce una vera risorsa per il centro aggiornato, che potrà offrire trattamenti integrati ad alta efficacia.</p>
<p>Il materasso del lettino massaggio è in materiale plastico anallergico, attentamente studiato e realizzato con nuove concezioni tecniche e materiali antinvecchiamento; all&#8217;interno sono predisposte paratie comunicanti, appositamente realizzate per ridurre al massimo l&#8217;effettoonda dovuto ai movimenti della persona, lasciando solo la sensazione di essere cullati da una confortevole e rilassante superficie d’acqua.<span id="more-438"></span> La temperatura dell’acqua, controllata elettronicamente con valori preimpostati, viene gestita facilmente dall&#8217;operatore agendo su una consolle comandi che comprende vari programmi:</p>
<ul>
<li><strong>Tonificante</strong><br />
che porta la temperatura del materasso a 32°C;</li>
<li><strong>Rilassante</strong><br />
temperatura materasso 36°C;</li>
<li><strong>Snellente</strong><br />
temperatura materasso 40°C;</li>
</ul>
<p>Un particolare sistema brevettato di riscaldamento a conduzione con piastra riscaldante riduce notevolmente i tempi<br />
per portare il materasso ad acqua alla temperatura di lavoro, garantendo allo stesso tempo una sicurezza elettrica del lettino massaggio totale, grazie all&#8217;isolamento tra le parti elettriche riscaldanti e il materasso ad acqua.</p>
<p><strong>SENSO ha come optional un innovativo si stema acquamassaggio</strong>, a mezzo di getti d&#8217;acqua appositamente direzionati, termosaldati all&#8217;interno del materasso, che offrono un piacevole massaggio durante i trattamenti o nella seduta rilassante, dove i programmi di cromoterapia (armonizzante, energizzante, vitalizzante), controllati elettronicamente, completano il momento di relax. La funzione massaggio, anch&#8217;essa gestita dalla consolle<br />
comandi, può essere abilitata o meno con la sola pressione di un tasto che prevede cicli di massaggio appositamente studiati, intervallati a momenti di relax.</p>
<p><strong>L&#8217;illuminazione cromoterapica potenziata</strong> è omogeneamente distribuita su tutto il materasso e utilizza l&#8217;acqua come diffusore della luce stessa. Un&#8217;illuminazione parallela completa l&#8217;armonia dell&#8217;ambiente dove è situato il lettino, con punti luce collocati tra il piano sottostante il lettino e il pavimento.</p>
<h3>La funzione collagene</h3>
<p><strong>SENSO </strong>è dotato di un ulteriore controllo elettronico, in grado di gestire lampade al neon da 160 W al collagene che possono essere attivate a piacere, in abbinamento a SCIC, per offrire trattamenti di fotoringiovanimento insieme al piacere di essere sdraiati su un letto d&#8217;acqua riscaldata.</p>
<p><strong>SENSO</strong> prevede l&#8217;optional del sollevamento elettrico, che permette di operare ad altezze personalizzabili dagli operatori e facilita la salita e la discesa del cliente. Il controllo di questa funzione è incorporato nella consolle comandi. Un orologio dedicato permette la programmazione settimanale dei tempi di lavoro del sistema di riscaldamento del lettino, in modo da trovare, secondo le necessi tà, i llettino sempre pronto e alla temperatura desiderata.</p>
<p>La moderna tecnologia di costruzione della struttura e degli impianti &#8211; con materiali adeguati, stagni e resistenti<br />
all&#8217;acqua, che non arrugginiscono &#8211; agevola tutte le operazioni legate alla messa in funzione e al mantenimento dell&#8217;apparecchiatura, sia per l’impianto di riscaldamento che per il di spositivo di massaggio interno al materasso ad acqua. In caso di necessità, opportuni strumenti di misura permettono di moni torare le condizioni degli impianti idraulici.</p>
<p>Una specifica vasca in acciaio, che fa da sostegno al materasso, garantisce il contenimento di accidentali fuoriuscite d&#8217;acqua, impedendone il contatto con altre parti dell&#8217;apparecchiatura; tale vasca è dotata di un rubinetto che facilita l&#8217;eventuale scarico dell&#8217;acqua contenuta. Il bordo di finitura esterno del lettino è realizzato in legno, rivestito in similpelle, con cuciture che rendono gli angoli e i bordi di finitura morbidi e arrotondati.</p>
<p>Senso sarà disponibile in due versioni cromatiche: pelle bianca e basi bianche, oppure pelle color cuoio e basi effetto ruggine. In entrambe le soluzioni, la versione senza sollevamento elettrico avrà il supporto cromato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-440" title="Lettino Massaggio" src="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2010/05/lettino-massaggio.jpg" alt="Lettino Massaggio" width="421" height="320" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervenire per il bene del settore: facciamoci sentire!</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2010/04/19/normative-solarium/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 10:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Astolfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solariumnews.it/?p=428</guid>
		<description><![CDATA[In questa intervista, il Dott.Valentino Astolfi, Responsabile Commerciale di I.SO Italia, approfondisce le tematiche inerenti la campagna denigratoria contro le apparecchiature abbronzanti, e invita ad una civile mobilitazione del settore dell&#8217;estetica professionale. - Dottor Astolfi, come saranno i centri estetici che le proposte di legge stanno disegnando per il futuro? La figura dell&#8217;estetista è destinata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full  wp-image-429" title="solarium" src="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2010/04/solarium.jpg" alt="solarium" width="206" height="169" />In questa intervista, il <em>Dott.Valentino Astolfi</em>, Responsabile Commerciale di <a href="http://www.isoitalia.com" target="_blank"><strong>I.SO Italia</strong></a>, approfondisce le tematiche inerenti la campagna denigratoria contro le apparecchiature<br />
abbronzanti, e invita ad una civile mobilitazione del settore dell&#8217;estetica professionale.</p>
<p><em>- Dottor Astolfi, come saranno i centri estetici che le proposte di </em><em>legge stanno disegnando per il futuro? La figura dell&#8217;estetista è destinata a scomparire? </em></p>
<p>- La domanda è pertinente. In effetti, il settore dell’estetica e, al suo interno, dei centri abbronzatura, sta per essere radicalmente modificato. Le critiche del Codacons, gli articoli allarmistici &#8211; che hanno riempito i giornali in questi mesi &#8211; sui rischi dell’abbronzatura e su nuove apparecchiature per l&#8217;estetica professionale, hanno fatto si che molti politici decidessero di intervenire, per &#8220;cavalcare&#8221; l&#8217;opinione pubblica a fini elettorali. Ecco quindi, all&#8217;improvviso, 4 nuove proposte di legge sull’estetica, di cui sono in pochi a sapere, redatte senza l’opinione di chi in questo essere sottoposto a nuove e diverse regole. Che questo avvenga senza il parere dei diretti interessati non è accettabile.<span id="more-428"></span></p>
<p><em>- Per questo I.SO Italia ha deciso di impegnarsi ancora di più nell’informazione sulle normative?</em></p>
<p>- Proprio così: per il profondo valore dell&#8217;informazione in un paese democratico e per il grande apporto che solo i protagonisti del settore possono fornire alla formulazione di nuove regole che riguardano la loro professionalità e le apparecchiature con cui dovranno operare, abbiamo deciso di invitarvi a prendere visione delle proposte di legge e a scrivere, se lo ritenete opportuno, i vostri suggerimenti e le vostre considerazioni a chi le ha redatte. Sul nostro blog www.solariumnews.it potete trovare i testi delle proposte di legge che siamo riusciti a reperire ed i riferimenti pubblici dei firmatari ai quali inviare le vostre preziose considerazioni. È il momento di dare il proprio contributo di idee e osservazioni, di far sentire la propria voce per il bene di tutto il settore dell’estetica professionale.</p>
<p><em>- Dott. Astolfi, cosa ha provocato la levata di scudi istituzionale contro i solarium?</em></p>
<p>- Numerosi articoli comparsi su quotidiani  e giornali on-line, circa l’inserimento delle apparecchiature abbronzanti nella categoria 1 degli agenti cancerogeni. In Agosto l’Ansa ha diramato ai giornali la seguente notizia:<em> </em></p>
<blockquote><p><em><span style="color: #333333;">OMS: LAMPADE ABBRONZANTI, ALLARME CANCRO<br />
ROMA &#8211; I raggi ultravioletti delle lampade abbronzanti, finora classificati come probabilmente cancerogeni, da oggi diventano cancerogeni, secondo quanto ha stabilito l&#8217;agenzia per la ricerca sul cancro dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms). È un gruppo di 20 esperti, provenienti da nove paesi, ad aver esaminato gli studi che hanno portato alla decisione di elevare il grado di rischio di lettini e cabine abbronzanti. Le conclusioni degli scienziati saranno pubblicate sul numero di agosto della rivista medica Lancet Oncology.</span></em></p></blockquote>
<p>Dal 1992 ad oggi i raggi solari ultravioletti (di tipo A, B e C), così come quelli artificiali delle lampade<br />
e dei lettini abbronzanti, sono stati classificati al &#8220;livello 2&#8243; della classifica dell&#8217;agenzia OMS per la<br />
ricerca sul cancro (Cicr). Oggi gli esperti dell’OMS li hanno trasferiti al “livello 1”, ovvero la soglia di<br />
massimo rischio di esposizione al cancro. Una ricerca ha stabilito che l&#8217;esposizione ai raggi UV artificiali, prima di 30 anni, aumenta del 75% il rischio di melanoma, la forma più aggressiva di cancro della pelle, secondo le conclusioni del Cicr, che spiega come l&#8217;utilizzo di strumenti di abbronzatura artificiale sia molto diffuso, soprattutto tra le giovani donne. Inoltre, proseguono gli esperti, diversi studi hanno dimostrato il legame tra abbronzatura artificiale e melanoma oculare.<br />
Tutti gli articoli che ne sono derivati, molti dei quali con titoli allarmistici, non hanno tenuto in nessuna considerazione i seguenti aspetti. Tutti gli articoli che ne sono derivati, molti dei quali con titoli allarmistici, non hanno tenuto in nessuna considerazione i seguenti aspetti.</p>
<ol>
<li>La luce del sole è nella stessa categoria nella quale sono stati  messi i lettini abbronzanti (livello<br />
1 secondo la classificazione del 1992). Poiché i lettini abbronzanti riproducono la luce del sole, è<br />
naturale che siano nella stessa categoria.</li>
<li>L’agenzia IARC è un gruppo di scienziati che si occupa di classificazione dei rischi relativi ai tumori da agenti chimici e fisici per conto dell’OMS e delle Nazioni Unite. Il suo report non è un nuovo studio: è una revisione di un documento del 2006, che era a sua volta una revisione di ventitré studi, alcuni datati all’inizio del 1980. Questi studi avevano un vasto raggio di<br />
obiettivi: dei ventitré studi, 5 erano stati esclusi per l’inutilità dei dati, 6 hanno avuto risultati che suggerivano che i lettini abbronzanti in realtà riducevano il rischio di cancro alla pelle, 16 HANNO AVUTO RISULTATI non omologabili, in quanto compresi entro il margine<br />
statistico di errore. Per comprendere la scarsa validità di tale statistica, nel caso di un’elezione<br />
gli esperti dicono di non fidarsi di uno scrutinio che mostra un candidato in testa dell’1% con un margine di errore del 5% (fonte Esa).</li>
<li>Negli articoli apparsi in questo periodo non emerge alcun riferimento alla recente raccomandazione Europea circa i limiti di emissione che hanno ridotto la potenza<br />
dei solarium (di tutti quelli immessi in commercio) a 0.3 Watt/mq,ovvero una potenza massima pari a quella del sole a mezzogiorno all&#8217;altezza dell’equatore, in una giornata senza nuvole. Anzi, in alcuni articoli particolarmente allarmistici i solarium sono classificati “con una potenza fino a 10 volte superiore a quella del sole”. Ne consegue che gli studi statistici sono stati effettuati su tipi di lettini oggi illegali e non più in produzione (in Europa). Allora che valore hanno le indicazioni dell’OMS?</li>
<li>Per i lettini abbronzanti, essere nella categoria ”livello 1” non quantifica la dimensione del<br />
rischio, ma riconosce esclusivamente l’esistenza di rischi. Alcuni prodotti presenti in questa categoria sono molto pericolosi, come l’arsenico e il gas mostarda. Altre sostanze comportano un piccolissimo rischio: vino rosso, birra e pesce conservato sotto sale, eppure sono nella stessa categoria. Ne consegue che alcune affermazioni che sono state scritte, del tipo ”Lettini abbronzanti pericolosi come l’arsenico”, sono totalmente prive di fondamento. Gli scienziati<br />
non hanno assolutamente fatto quel tipo di paragone, certo sarebbe stato più simpatico se ci fosse stato qualche giornalista sagace che avesse scritto “Lettini abbronzanti pericolosi come il Merlot”.</li>
<li>Dal 1992, migliaia di medici hanno raccomandato una moderata esposizione ai raggi del sole per i notevoli e documentati vantaggi alla salute. Infatti, molti illustri esperti sono convinti che i vantaggi della luce solare superino notevolmente i rischi.</li>
<li>Nella maggior parte degli articoli non viene citata la condizione del nostro Paese, nel quale le<br />
Estetiste, a fronte della loro professionalità e dei loro obblighi, hanno goduto dell’utilizzo esclusivo di queste apparecchiature, garantendone, implicitamente, il corretto utilizzo. In molti Paesi Europei esistono centri abbronzatura completamente automatizzati, senza alcuna<br />
supervisione; in altri, l’autorizzazione ad aprire un centro abbronzatura si consegue con corsi di abilitazione di poche centinaia di ore. Dunque, o la qualificata professionalità dei diplomi in Estetica non conta nulla, oppure una differenza dagli altri Paesi europei deve essere evidenziata.</li>
<li>Nella campagna stampa non sono presi in considerazione i suggerimenti della Direzione Generale Della Commissione Europea per la Salute e la Tutela del Consumatore, che disponeva che dal 22 Gennaio 2007 tutti i paesi della Comunità adottassero entro sei mesi i suggerimenti<br />
dell’ S.C.C.P., ovvero che la massima irradianza dei solarium non superasse 11 Sed/h. (quella del<br />
sole a mezzogiorno all’Equatore). Inoltre tale Organismo disponeva che a partire da quella data:</p>
<ol>
<li> Nei Paesi della CEE non potevano più essere immessi in commer commercio Solarium con un’emissione (intesa come somma di UVA +UVB) superiore a di 0.3 W/m2.</li>
<li>Ai paesi Membri era richiesto di predisporre un sistema di verifica dell’emissione delle apparecchiature abbronzanti in esercizio presso le attività commerciali.</li>
<li>Ogni paese avrebbe potuto emanare una Legge (regolamento, o circolare ecc.) per l’applicazione sul proprio mercato Nazionale dei nuovi limiti di emissione, e stabilire<br />
fra l’altro:</li>
</ol>
<ul>
<li>Se, ed entro quale periodo, il parco macchine esistente alla data del 23 Luglio doveva essere adeguato ai nuovi limiti massimi di emissione.</li>
<li>Le modalità e gli strumenti con i quali effettuare controlli sulle apparecchiature già sul mercato.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Se teniamo in considerazione quanto sopra esposto, non si capisce il senso reale di questa campagna<br />
stampa superficiale e denigratoria, i cui effetti rischiano di incidere definitivamente sulle aziende serie<br />
che operano, come noi, da anni nel settore e che tentano, al fianco dei propri clienti, di superare un periodo di crisi economica generale, già di per sé sufficientemente complicato. Chi scrive utilizzando titoli e contenuti allarmistici, dovrebbe rendersi conto che con queste imprecisioni e superficialità, rischia di mettere in discussione migliaia di posti di lavoro, non solo nel settore della produzione ma anche in quello artigianale dell’estetica professionale. In Italia infatti esistono circa 18.000 centri di estetica dove estetiste diplomate, con esperienza e professionalità, propongono corrette sedute d’abbronzatura prendendosi cura dei propri clienti ed utilizzando apparecchiature costruite da aziende serie, nel rispetto delle più recenti normative. In questi centri sono impiegati circa 35 mila addetti che, insieme a chi lavora nelle aziende di produzione e nell’indotto, meritano un po’ più di attenzione e serietà dagli organi di stampa e dalle Istituzioni.</p>
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		<title>L&#8217;esperto risponde: abbronzatura naturale o artificiale?</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2009/07/06/lesperto-risponde-abbronzatura-naturale-o-artificiale/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 07:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Astolfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>

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		<description><![CDATA[Artificiale o naturale? L'esperto di I.SO Italia oggi spiega quali processi regolino l'abbronzatura sul corpo umano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Proseguiamo con le domande rivolte all&#8217;esperta di abbronzatura ed estetica di I.SO Italia. L&#8217;esperto chiarisce alcuni dubbi legati a tinte naturali e con macchine abbronzanti.<br />
</em></p>
<p><strong>Che differenza c’è tra un’abbronzatura artificiale e un’abbronzatura naturale?<br />
</strong></p>
<p>I raggi UV della luce solare sono composti per il 95% da UVA e per il 5% da UVB. Le lampade solari emettono invece quasi esclusivamente UVA, mentre la quota di UVB può variare dallo 0 al 5% in base al tipo di sorgente. Pertanto l’abbronzatura artificiale privilegia maggiormente l&#8217;effetto transitorio della pigmentazione immediata UVA-indotta, sebbene anche la pigmentazione ritardata possa essere stimolata dagli UVA, ma in misura minore e più lentamente rispetto all’UVB. Per tale ragione l&#8217;abbronzatura artificiale è meno duratura di quella naturale. La piccola quota di UVB emessa, talora assente, spiega la limitata potenzialità eritemigena delle lampade solari rispetto alla luce solare, ma priva la pelle del protettivo ispessimento della strato corneo UVB-indotto.</p>
<p><strong>L’abbronzatura artificiale può prevenire le scottature in spiaggia?</strong></p>
<p>L&#8217;abbronzatura artificiale è in grado di proteggere la pelle solo parzialmente dalle successive esposizioni solari. Infatti gli UVA delle lampade solari sono responsabili principalmente della pigmentazione immediata e solo parzialmente della più protettiva pigmentazione ritardata. Inoltre gli UVA, a differenza degli UVB, non stimolano l&#8217;ispessimento dello strato corneo, un altro importante agente protettivo nei confronti di ulteriori esposizioni alle radiazioni UV.</p>
<p>Entrambi questi fattori rendono pertanto l&#8217;abbronzatura artificiale equivalente ad un fattore di protezione variabile tra 2 e 4, che non esula dal dover mettere in atto quella serie di comportamenti fotoprotettivi adeguati, uso di filtri solari ed esposizione graduata quando si espone la pelle al sole.</p>
<p><strong>Perché si sconsiglia l’uso di cosmetici prima di esporsi ad una lampada solare?</strong></p>
<p>L&#8217;esposizione alla luce solare o artificiale in concomitanza all&#8217;uso di alcune sostanze contenute in cosmetici e in alcuni farmaci per uso topico o sistemico può dar luogo a reazioni di fotosensibilizzazione, quali fototossicità o fotoallergia. La reazione fototossica avviene quando il farmaco per effetto dell’esposizione alla luce viene trasformato in composti direttamente irritanti, responsabili di una risposta infiammatoria simile ad un’ustione solare, limitata alle sedi fotoesposte.</p>
<p>Affinché tale razione si scateni è necessaria un&#8217;adeguata quantità sia di sostanza fotosensibilizzante, sia di una adeguata quantità di radiazione attivante nella specifica lunghezza d’onda. La reazione fotoallergica è invece mediata dal sistema immune poiché il farmaco, modificato dall&#8217;energia luminosa assorbita, scatena una reazione di tipo eczematoso simile ad una dermatite allergica da contatto che si manifesta 24-48 ore dopo la seconda interazione tra sostanza chimica e radiazione elettromagnetica, con coinvolgimento talora anche delle sedi non-fotoesposte. A scatenare questo tipo di reazione sono sufficienti piccole quantità di fotosensibilizzante e di energia radiante.</p>
<p><strong>Quali effetti positivi e negativi hanno gli autoabbronzanti? </strong></p>
<p>Gli autoabbronzanti non sono in grado di stimolare una vera  pigmentazione melanica, ma producono una colorazione arancio-bruna della cute  interagendo chimicamente con costituenti proteici dello strato corneo. Le  sostanze più frequentemente impiegate a tale scopo sono il diidrossiacetone e  l’eritrulosio, entrambe in grado di dare un imbrunimento dello strato corneo  equivalente ad un fattore di proiezione pari circa a 2 nei confronti dell’UVA e  della luce visibile, ma non dell’UVB.</p>
<p>Lo svantaggio dell’uso di autoabbronzanti  risiede nel rischio di generare una falsa sicurezza in chi li utilizza poiché la  pigmentazione artificiale così ottenuta non ha equivalenza fotoprotettiva pari  alla pigmentazione melanica sia essa indotta per via naturale o artificiale.  L’utilizzo di autoabbronzanti, specie di quelli associati a filtri solari, può  essere utile soprattutto in soggetti con basso fototipo (I-II), che spesso  forzano insensatamente le esposizioni solari o artificiali nell’attesa di  ottenere un’abbronzatura più scura, che tuttavia, per motivi genetici non potrà  mai verificarsi.</p>
<div class="highlight">Vuoi porre anche tu un quesito ai nostri consulenti? Compila <a href="http://www.isoitalia.com/contenuti/content.asp?l=it&amp;p=entrata&amp;consulente=dermatologo" target="_blank">questo modulo</a>, ti risponderemo sulle pagine di questo blog!</div>
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		<item>
		<title>L&#8217;esperto legale risponde: il centro d&#8217;abbronzatura</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2009/06/22/lesperto-legale-risponde-il-centro-dabbronzatura/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 07:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Astolfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solariumnews.it/?p=165</guid>
		<description><![CDATA[L'Avvocato Paolo Reginelli, il nostro esperto legale, risponde ad alcune tra le domande più ricorrenti in merito alla gestione di solarium e centri d'abbronzatura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sono tanti i dubbi legati all&#8217;amministrazione di un&#8217;attività. Solarium e  centri d&#8217;abbronzatura non sono da meno. Abbiamo sottoposto alcune tra le domande maggiormente ricorrenti all&#8217;Avvocato Paolo Reginelli, uno dei nostri esperti in ambito legale.</em><span id="more-165"></span></p>
<p><strong>Ho intenzione di aprire un centro di abbronzatura. può bastare un estetista con attestato biennale rilasciato dalla Regione Puglia?</strong></p>
<p>Per quanto riguarda la sua richiesta, il Corso Regionale della durata di anni due deve essere obbligatoriamente seguito da un corso di specializzazione, 1 anno minimo 900 ore, presso una scuola riconosciuta dalla Regione oppure da un anno presso un&#8217;azienda di estetista.</p>
<p><strong>Nel mio comune di appartenenza non richiedono una autorizzazione per aprire un centro di abbronzatura ma solo una comunicazione. </strong></p>
<p>Sarebbe opportuno avere un colloquio preventivo con la competente Camera di Commercio al fine di evitare brutte sorprese in tema di normative Regionali.</p>
<p><strong>Mi occorre solo avere per iscritto la legislazione vigente che regola i centri solarium, in quanto frequento un corso da estetista ed ho scelto come tesi l&#8217;Abbronzatura.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda la legislazione vigente la stessa fa capo alla Legge n°1 del 1990 che riguarda la regolamentazione dell&#8217;attività di estetista. Vi è nella stessa un preciso riferimento nell&#8217; articolo 5, alle Leggi Regionali e ai Regolamenti Comunali ai quali si demanda la competenza.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esperto di marketing: domande e risposte</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2009/06/08/esperto-di-marketing-domande-e-risposte/</link>
		<comments>http://www.solariumnews.it/2009/06/08/esperto-di-marketing-domande-e-risposte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 07:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Astolfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solariumnews.it/?p=168</guid>
		<description><![CDATA[L'esperto di Marketing di I.SO Italia risponde ad alcune domande ricorrenti su come migliorare attività commerciali e promozionali di centri di abbronzatura e solarium.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Dottor Paolo Cappelletti, laureato in Economia Aziendale all&#8217;Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, risponde ad alcune domande legate a piccoli accorgimenti di marketing e gestione di centri di abbronzatura e solarium.</em><span id="more-168"></span></p>
<p><strong>Ho intenzione di aprire un centro di abbronzatura. Che consigli mi può dare circa la dimensione in fase di avvio ? Numero ottimale di cabine e lampade?</strong></p>
<p>In fase di avvio, una delle decisioni da prendere consiste proprio nelle dimensioni del centro che apriremo. Se sapessimo quante persone si recheranno nel nostro centro per comprare i nostri servizi la risposta sarebbe molto semplice. Il problema è che non possiamo conoscere tale numero a priori, perciò dobbiamo fare ipotesi e previsioni, in base ai clienti presenti sul territorio dove sarà ubicato il centro, la loro frequenza di acquisto, i concorrenti presenti.</p>
<p>Un utilissimo strumento che ci può aiutare a prendere decisioni circa le dimensioni del centro e la sua capacità produttiva consiste nella &#8220;break even analysis&#8221;, l&#8217;analisi del punto di pareggio.</p>
<p>Ecco come fare: individuiamo i costi di avviamento e gestione del centro e suddividiamoli in costi fissi  e costi variabili. Ora, con una semplice equazione possiamo calcolare la quantità di sedute che mi permetterà di pareggiare i costi totali del mio centro (punto di pareggio).</p>
<p>Quantità X (punto di pareggio) = Costi fissi totali / Margine di contribuzione per unità di prodotto</p>
<p>Dove il margine di contribuzione per unità di prodotto corrisponde alla differenza tra prezzo di vendita di ogni seduta e somma dei costi variabili della stessa.</p>
<p>Perciò se abbiamo individuato due soluzioni, stabilito un prezzo di vendita della seduta possiamo stimare l&#8217;utile o la perdita delle soluzioni al variare dei flussi di clientela. La &#8220;break even analysis&#8221; è uno strumento matematico, utile ma che non tiene conto di alcune importanti questioni.</p>
<p>Spesso si utilizzano diverse cabine con diverse lampade  per differenziare l’offerta e il listino e bisogna prevedere gli sviluppi anche di lungo periodo. Se ad esempio apro un centro con poche lampade raggiungerò più facilmente e in tempi più rapidi il punto di pareggio, ma presto la capacità produttiva sarà insufficiente e risulterà problematico e dispendioso dover realizzare lavori di ampliamento e perciò in questo caso sarebbe stato molto più economico essere &#8220;più grandi&#8221; sin dall’inizio.</p>
<p>A proposito di ampliamento: prima di decidere di aumentare il numero di cabine è necessario fare un&#8217;analisi di come viene utilizzata l’attuale capacità produttiva. Spesso ci sembra insufficiente solo perché l&#8217;affluenza dei clienti si concentra in alcune ore del giorno o in particolari giorni della settimana. In questo caso, prima di realizzare opere di ampliamento, spesso è consigliabile provare a sfruttare meglio la capacità produttiva attuale decongestionando i picchi di domanda, per esempio con offerte promozionali.</p>
<p><strong>Come posso definire la strategia di marketing di lancio?</strong></p>
<p>Prima di prendere qualsiasi decisione è bene procurarsi informazioni. Maggiore è la qualità delle informazioni di cui disponiamo, maggiore sarà la probabilità di prendere la decisione giusta.<br />
Procuriamoci perciò informazioni sui concorrenti: numero e ubicazione per iniziare. L&#8217;elenco dei clienti è di facile accesso. Si possono infatti consulatare le pagine gialle o richiedere i nominativi alla CCIAA &#8211; Camera di Commercio per un elenco completo.</p>
<p>Procuratevi la piantina della città e segnalate l&#8217;ubicazione di ogni centro: avrete un quadro generale ed immediato della concorrenza. Sarà quindi opportuno verificare i vari aspetti di ogni concorrente: dimensioni, servizi offerti, apparecchiature utilizzate,  listino prezzi,  sconti e promozioni applicate,  marchio, immagine e strumenti di comunicazione.</p>
<p>Consigliabili: visite dirette e consultazione del sito internet, quando è presente e se aggiornato. Una volta raccolte le informazioni sui concorrenti potete decidere che strategia attuare. A grandi linee possiamo:  imitare, cercando di migliorare,  il concorrente che lavora di più. Imitare non vuol dire copiare: la formula commerciale deve sempre essere personalizzata anche se può coincidere negli aspetti sostanziali. Attenzione: il concorrente ha un vantaggio rispetto a noi: è partito prima! Perciò dovremo cercare di imitare la formula commerciale cercando di migliorare almeno un elemento della stessa. Possiamo poi innovare, differenziandoci dagli altri quando abbiamo la percezione che gli attuali concorrenti non soddisfino appieno le esigenze dei clienti. In questo caso, da subito dovremo puntare la strategia su una formula commerciale nuova, capace di creare una forte identità che ci differenzi al massimo da tutti gli altri.</p>
<p>In ogni caso sarà opportuno individuare i punti di forza sui quali costruire la proposta commerciale. In altre parole dobbiamo chiederci: perché il cliente dovrebbe preferire il mio centro? Per il prezzo? Perché facile da raggiungere? Perché più pulito? Su questi elementi dovremo costruire la nostra promessa commerciale.</p>
<p><strong>Che caratteristiche deve avere una iniziativa promozionale di successo?</strong></p>
<p>Innanzi tutto è bene individuare l&#8217;obiettivo della nostra iniziativa promozionale. Potremmo indurre alla prova, fidelizzare, attivare il passaparola, smussare i picchi di domanda, incentivare agli acquisti  con promozioni. Molto spesso il successo della promozione è dato dall’originalità del premio più che dal suo valore assoluto. Anche la &#8220;formula&#8221; incentivante concorre fortemente a determinare il successo della promozione; da ricordare che la formula delle più efficaci promozioni, quando viene ripetuta o imitata, solo raramente sortisce gli effetti della promozione &#8220;inedita&#8221;. Vediamo alcune formule incentivanti. Per indurre alla prova: prezzi promozionali che non sminuiscano il prodotto, e quindi indicare il vero valore del servizio. Per la stessa ragione, nei casi in cui sia prevista una seduta gratuita è di solito consigliabile non esagerare con la distribuzione degli omaggi e studiare metodi di distribuzione mirati. Nel caso delle promozioni indicare la ragione dell&#8217;omaggio e per fidelizzare provare ad utilizzare tessere a punti.  Il vantaggio di questa formula consiste nell&#8217;incentivare da subito la fedeltà del cliente, anche nuovo. È chiaro però che i risultati per il gestore del centro si ottengono in periodi abbastanza lunghi, e per il cliente l&#8217;appeal dell&#8217;omaggio non ha la forza di un beneficio immediato. Un&#8217;alternativa che supera questi limiti è rappresentata da incentivi per tessere abbonamento &#8220;pre-pagate&#8221;.</p>
<p>Le promozioni per attivare il passaparola devono invece offrire un doppio incentivo: al cliente innanzi tutto, ma anche all&#8217;amico. La formula più semplice prevede che i due si rechino contestualmente al centro e facciano un acquisto nello stesso momento. Il limite: in genere il cliente porta solo un amico.</p>
<p>Un&#8217;altra modalità consiste nel dare due o tre tesserine o coupon ad ogni cliente con l&#8217;invito a distribuirle ad amici. In questo caso è necessario: non esagerare con il numero; predisporre sulla tesserina una parte da poter essere compilata con il nome del cliente che le distribuirà; garantire un omaggio al cliente per ogni tesserina portata da un nuovo cliente.  Meglio se l&#8217;iniziativa è comunicata non sulla stessa tesserina, ma su uno strumento indipendente che non arriverà nelle mani dell&#8217;amico.</p>
<p>Se analizziamo la scadenza, ad eccezione delle promozioni di fidelizzazione, il successo di un&#8217;iniziativa promozionale è fortemente legato al periodo di svolgimento e alla sua scadenza. Scadenze troppo lunghe risultano in genere poco incentivanti, mentre scadenze troppo prossime non concedono abbastanza tempo all&#8217;acquirente per &#8220;approfittare&#8221; dell’iniziativa. Anche la cadenza delle varie iniziative è importante. Iniziative troppo ravvicinate sono in genere meno efficaci: il cliente si abitua, diventa meno reattivo e più diffidente.</p>
<p>Se parliamo invece di strumenti di comunicazione a supporto della promozione, questi devono essere indirizzati alla conoscenza del consumatore grazie ad una vigorosa campagna di comunicazione.</p>
<p>Il successo dipende anche dalla chiarezza, semplicità e originalità della comunicazione. Spesso è necessario pubblicizzare un&#8217;iniziativa promozionale all&#8217;esterno del centro, mentre altre volte sono sufficienti investimenti davvero contenuti: mailing ai propri clienti e comunicazione nei locali del centro.</p>
<p>E&#8217; bene ricordare che nel caso di distribuzione di premi è necessario ottenere l&#8217;autorizzazione degli organi competenti per non incorrere in multe e provvedimenti amministrativi. Si parla di &#8220;operazione a premio&#8221; quando il premio è certo e di &#8220;concorso a premi&#8221; quando non vengono premiati tutti coloro i quali hanno compiuto l&#8217;azione ma solamente gli estratti a sorte; esistono anche iniziative miste dove si concede a tutti un premio mentre alcuni premi più importanti vengono estratti a sorte. L&#8217;autorizzazione viene rilasciata solitamente non prima di 60/70 giorni dalla richiesta dell’autorizzazione.</p>
<p><strong>Devo realizzare il depliant del mio centro. Che consigli mi può fornire al riguardo?</strong></p>
<p>Il depliant del centro è uno strumento fondamentale di comunicazione. In effetti può rappresentare:<br />
un supporto alla vendita per chi accoglie il cliente: aiuta ad argomentare le varie proposte commerciali; un veicolo di comunicazione che va all&#8217;esterno, distribuito in locali, facendo buchettaggio, con operazioni di mailing, prelevato dai clienti e consegnato a familiari, amici, ecc.</p>
<p>Realizzare un buon depliant non è cosa semplice: è necessario essere creativi e commerciali allo stesso tempo. Proviamo a dare alcune indicazioni di massima. Generalmente un dépliant ha una copertina, un interno, e un retro; vediamo come generalmente si distribuiscono i contenuti su queste tre superfici.</p>
<p><em>Copertina. </em>Deve essere di impatto per attirare l&#8217;attenzione e proiettare da subito un’immagine professionale; per questo si tende ad usare immagini e grafica molto suggestive. E&#8217; necessario mettere in copertina in bell&#8217;evidenza il marchio. Può a volte essere consigliabile anticipare qualche messaggio di particolare importanza che inviti alla lettura.</p>
<p><em>Interno.</em> All&#8217;interno dobbiamo illustrare la gamma di servizi offerti. Nel farlo chiediamoci: perché il cliente dovrebbe acquistare i miei servizi? Ogni persona non acquista servizi ma soluzioni di problemi. Confezionando il materiale teniamo presente che al cliente importa poco delle caratteristiche tecniche o del processo che porta all&#8217;erogazione del servizio: ciò che gli interessa è il punto di arrivo, il risultato, che cosa ottiene acquistando quel servizio. La comunicazione deve far perno, perciò, su quest’aspetto. Una impostazione del tipo: &#8220;<em>i tuoi problemi… le nostre soluzioni&#8230;&#8221; </em>risulta più incisiva della descrizione del processo, o tecnica seguita. L&#8217;esposizione dei vari servizi deve dunque tendere ad illustrare le opportunità offerte con un percorso logico e sequenziale. L&#8217;efficacia spesso passa attraverso il percorso espositivo. È inoltre necessario illustrare, eventualmente in maniera trasversale, cioè spalmandoli lungo il percorso, i vantaggi competitivi. La valutazione e il raffronto dei vantaggi competitivi saranno gli elementi che ci faranno guadagnare o perdere la preferenza dell&#8217;interlocutore.</p>
<p><em>Il retro</em>. Generalmente sul retro si mettono in evidenza  le promozioni. È comunque sempre consigliabile dare tutte le modalità per contattare il centro: telefono,  fax, e-mail, indirizzo internet e indirizzo civico, molto meglio se con piantina e indicazioni su come raggiungerci.</p>
<p>Un&#8217;avvertenza: facciamo uno sforzo di immedesimazione nel nostro interlocutore: il materiale che produciamo non dovrà necessariamente piacere a noi, ma sicuramente a lui.</p>
<div class="highlight">Vuoi porre anche tu un quesito ai nostri consulenti? Compila <a href="http://www.isoitalia.com/contenuti/content.asp?l=it&amp;p=entrata&amp;consulente=dermatologo" target="_blank">questo modulo</a>, ti risponderemo sulle pagine di questo blog!</div>
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		<title>Il sole che guarisce: i benefici dell’elioterapia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 10:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Astolfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Sole e Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un interessante articolo sugli effetti benefici di sole e abbronzatura sulla nostra terapia. Elioterapia e Vitamina D e i loro benefici su ossa e sistema immunitario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cancro al seno, al colon, alle ovaie e alla prostata, diabete, alta pressione del sangue, malattie cardiovascolari, sclerosi multipla, osteoporosi, psoriasi, rachitismo e tubercolosi: sono solo alcune delle malattie per le quali la luce solare può svolgere un notevole ruolo di prevenzione.</p>
<p>Che non sia ora di riscattare l&#8217;elioterapia e gli effetti positivi dell&#8217;esposizione al sole dai pregiudizi negativi di cui sono stati vittima negli ultimi decenni? Richard Hobday – esperto di elioterapia – ci mette in guardia sui rischi di una vita trascorsa prevalentemente sotto la luce artificiale e rovescia molti luoghi comuni, tra cui quello che individua nell&#8217;esposizione al sole l’origine del cancro alla pelle.<br />
<span id="more-190"></span><br />
<strong>Che non sia ora di riscattare l’elioterapia e gli effetti positivi dell’esposizione al sole dai pregiudizi negativi di cui sono stati vittima negli ultimi decenni?</strong></p>
<p>Ecco un articolo traddo da <a href="http://ilconsapevole.it/" target="_blank">&#8220;Il Consapevole.it&#8221;</a>, da<em> &#8220;<a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guarire_al_sole.php?pn=783" target="_blank">Guarire con il Sole di Richard Hobday</a>&#8220;</em>.</p>
<p><em>I bagni di sole sono uno dei grandi piaceri della vita. Per alcuni di noi, esporre la propria pelle al dolce calore dei raggi solari in primavera e all’inizio dell’estate è, in un certo senso, una sorta di preghiera rivolta al sole. È un modo di riconoscere che i nostri corpi hanno bisogno del diretto contatto col sole, che ci dà vita nel momento in cui emergiamo dal buio dell’inverno.</em></p>
<p><em>Il sole pare rafforzarci e sollevare il nostro spirito. Ma perché questo avviene? Sarà proprio vero che il sole ha una scarsa influenza reale sui processi chimici e fisici dell&#8217;organismo umano? Molta gente sembra passarsela molto bene anche con scarsa o addirittura pochissima esposizione al sole e, naturalmente, c&#8217;è il fatto che prendere il sole causa il cancro alla pelle. C&#8217;è da dire che fino a tempi molto recenti si sapeva relativamente poco sugli effetti della luce solare sulla salute umana: anche se era stata utilizzata come medicina per migliaia di anni, nessuno sapeva – come del resto ancora oggi – esattamente come e perché funzionasse.</em></p>
<p><em>Ma durante gli ultimi decenni gli scienziati hanno approfondito la conoscenza di alcune fra le più sottili reazioni fisiologiche e biochimiche dell&#8217;organismo alla luce solare, scoprendo che essa ha un&#8217;influenza sulla salute molto più profonda di quanto si pensasse. La luce solare può causare il cancro alla pelle ma, paradossalmente, vi sono crescenti prove scientifiche che i raggi del sole potrebbero svolgere un ruolo chiave nella prevenzione e cura di molte malattie infettive e degenerative. Fra queste malattie vi sono il cancro al seno, al colon, alle ovaie e alla prostata, diabete, alta pressione del sangue, malattie cardiovascolari, sclerosi multipla, osteoporosi, psoriasi, rachitismo e tubercolosi.</em></p>
<p><em><strong>In che modo la luce solare influenza l’organismo?</strong></em></p>
<p><em></em></p>
<p><img class="size-full wp-image-191 alignleft" title="Raggi ultravioletti" src="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2009/06/sole.jpg" alt="I raggi ultravioletti del sole attivano la produzione di vitamina D" width="148" height="134" /></p>
<p><em>La luce che raggiunge la superficie terrestre è composta di luce visibile, raggi ultravioletti e radiazioni infrarosse. </em></p>
<p><em>Circa il 37% della radiazione solare si presenta sotto forma di luce visibile, il 3% è ultravioletta e il restante 60% è infrarossa.</em></p>
<p><em>I raggi del sole contengono due lunghezze d’onda che hanno effetti sulla pelle: l’ultravioletto A o UVA (320-400 nanometri – nm) e l’ultravioletto B o UVB (290-320 nm). Entrambe provocano abbronzatura e scottature. I raggi UVB scottano la pelle più rapidamente dei raggi UVA, ma non penetrano altrettanto in profondità. Una esposizione cronica alla luce solare per diverse ore al giorno protratta per molti anni può causare cambiamenti permanenti alla struttura della pelle, come l’invecchiamento prematuro. Ciò può causare l’atrofia della pelle e, in individui sensibili, portare al cancro. Episodi acuti di esposizione al sole possono anch’essi danneggiare la pelle, come sa chiunque si sia scottato dopo il primo giorno di vacanza al mare. </em></p>
<p><em>Tuttavia, la luce solare ha anche un effetto benefico su molti disturbi della pelle come la psoriasi, alcune forme di acne e di eczema e una rara forma di cancro maligno della pelle chiamato Mycosis fungoides. La luce solare è stata anche utilizzata per eliminare infezioni batteriche e fungine della pelle. Quindi il sole può sia guarire la pelle che danneggiarla.</em></p>
<p><strong><em>La Vitamina D</em></strong></p>
<p><em>Probabilmente il beneficio apportato dall&#8217;esporre la pelle ai raggi ultravioletti del sole di cui tutti sono a conoscenza è che essi attivano la produzione di vitamina D, essenziale per la crescita e la conservazione di denti e ossa, e di un sano sistema immunitario. La maggior parte della popolazione mondiale prende tutta la propria vitamina D dal sole; sono solo le persone che passano gran parte del loro tempo al chiuso che ricavano la vitamina D dall&#8217;alimentazione.</em></p>
<p><em> Per cause storiche, questa vitamina è stata classificata come vitamina, mentre in realtà è un ormone. Le vitamine sono sostanze che non possono, normalmente, essere sintetizzate dall’organismo e che vanno fornite attraverso l’alimentazione. Gli ormoni, invece, vengono effettivamente prodotti dall’organismo e svolgono la funzione di messaggeri chimici che controllano, tra l’altro, la crescita, la maturazione sessuale, la riproduzione e i livelli di glucosio nel sangue.</em></p>
<p><em>Di solito si legge – sui libri e negli articoli di divulgazione – che la quantità di luce solare richiesta per la sintesi di vitamina D è relativamente poca e che c’è solo bisogno di esporre volto e braccia per qualche minuto per soddisfare il nostro fabbisogno quotidiano. Non appare sufficientemente chiaro come dovrebbe, che il fenomeno è influenzato anche dall’andamento stagionale. In paesi lontani dall’equatore è impossibile produrre vitamina D nella pelle da ottobre a marzo: per questi paesi bisogna parlare di un vero e proprio inverno della vitamina D, poiché le condizioni giuste perché le radiazioni ultraviolette B producano la vitamina D nella pelle si realizzano, a livello del terreno, solo nei sei mesi da aprile a settembre. </em></p>
<p><em>I mesi migliori sono maggio, giugno e luglio; le quantità maggiori di vitamina D vengono sintetizzate nelle ore tra metà mattina e metà pomeriggio. Nel mesi invernali il nostro fabbisogno di vitamina D viene soddisfatto a partire dalle scorte che il nostro organismo si forma nei mesi di esposizione solare. A maggior ragione, quindi, la pelle deve essere esposta al sole a intervalli regolari, anche per consentire all’organismo di prepararsi le scorte di vitamina D per i mesi invernali. </em></p>
<p><em><strong>Tanto e di rado o poco e spesso?</strong></em></p>
<p><em></em></p>
<p><img class="size-full wp-image-192 alignleft" title="Elioterapia" src="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2009/06/sole2.jpg" alt="Elioterapia" width="224" height="234" /></p>
<p><em>Quando il sole penetra attraverso la pelle essa trasforma un pro-ormone chiamato 7-deidrocolesterolo in una pre-vitamina D3. Quindi, nel corso di due o tre giorni, la pre-vitamina D3 si trasforma ulteriormente diventando vitamina D3 che dalla pelle viene trasportata nel sangue verso il fegato e poi nei reni, diventando così un ormone biologicamente attivo chiamato 1,25 diidrossivitamina D3. </em></p>
<p><em>Questa sostanza viene a volte chiamata soltriol, che significa ormone della luce. Solo il 15% circa del 7-deidrocolesterolo disponibile nella pelle diventa in effetti vitamina D3, questo perché una prolungata esposizione al sole trasforma la pre-vitamina D3 in sostanze chiamate lumisterolo e tachisterolo che sono biologicamente inerti. </em></p>
<p><em>Per questa ragione le esposizioni prolungate non producono quantitativi maggiori rispetto ad esposizioni più brevi. Questo significa, anche, che non c’è bisogno di abbronzarsi perché il processo connesso alla sintesi della vitamina D abbia luogo. Bisogna in ogni caso sottolineare che le lunghezze d’onda che sintetizzano la vitamina D nella pelle vanno da 290 a 320 nm, mentre quelle che causano eritemi e scottature vanno da 290 a 400, il che significa che se eliminiamo i raggi che causano le scottature ostacoliamo anche la sintesi della vitamina D. </em></p>
<p><em>Naturalmente, se limitiamo la nostra esposizione ai raggi ultravioletti del sole – stando in casa o ricoprendoci di pomate o indumenti – le nostre riserve di vitamina D potrebbero restare basse per metà dell’anno. Ciò comporta il rischio di contrarre diverse malattie connesse a deficienza di vitamina D. Questi problemi si possono evitare assumendo supplementi di vitamina D, i quali hanno, però, una controindicazione importante: diventano tossici ad alti dosaggi. </em></p>
<p><em><strong>Meglio il sole o l&#8217;alimentazione?</strong></em></p>
<p><em>L’organismo, in effetti, fa miglior uso della vitamina D derivata dal sole che di quella assunta tramite l’alimentazione. Le ossa che formano lo scheletro umano sono fatte di tessuto vivente, che cambia continuamente man mano che nuove cellule si aggiungono e che quelle vecchie vengono eliminate. La vitamina D mantiene il corretto equilibrio di calcio e fosforo necessario per questa costante formazione e per il rimodulamento di nuovo tessuto osseo. Gran parte del calcio presente nell’organismo viene immagazzinato nello scheletro, con piccole quantità in circolazione nel sangue. Il calcio viene aggiunto e sottratto a/da sangue e ossa in un processo continuo che può diventare sempre meno efficiente, man mano che invecchiamo. </em></p>
<p><em>Durante l’invecchiamento la capacità di utilizzare il calcio si riduce e può diventare sempre più difficile che l’assorbimento di calcio stia al passo con la perdita di calcio. Le ossa tendono a diventare più sottili e deboli e la massa ossea diminuisce. In aggiunta, quando i livelli di vitamina D sono bassi, l’organismo non riesce ad assorbire calcio a sufficienza per stare in salute – a prescindere dalla quantità di calcio assunta. </em></p>
<p><em><strong>Cos&#8217;è l&#8217;elioterapia?</strong></em></p>
<p><em>L’elioterapia è la terapia del sole e dell’aria, e consiste nell’esporre il corpo umano – nudo il più possibile, preferibilmente in movimento – all’aria ed alla luce del sole. </em></p>
<p><em>Esiste un preciso rapporto tra Luce e salute. Il Sole emana luce e senza questa non esiste Vita: i raggi solari sono i regolatori della fase fra i vari bioritmi del corpo (giorno-notte; caldo-freddo; carica-apatia).<br />
La luce solare può portare benefici in quanto aiuta tutti gli scambi energetici corporei, se però l’esposizione è troppo violenta o lunga, essa produce invecchiamento della pelle ed irritazione più o meno grave. </em></p>
<p><em>Il sole comunque è un forte potenziatore della vitamina D: l’azione della luce e dell’aria stimolano e tendono a ripristinare le funzioni immunitarie, ormonali e metaboliche. </em><br />
Ecco infine un ottima lettura consigliata<em> </em>a tutti coloro che vogliono approfondire l&#8217;argomento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-193" title="Guarire con il Sole" src="http://www.solariumnews.it/wp-content/uploads/2009/06/sole3.jpg" alt="Guarire con il Sole" width="104" height="158" /><strong>&#8220;GUARIRE CON IL SOLE&#8221;</strong><em><br />
I benefici della luce solare per la nostra salute</em></p>
<p><em>di Richard Hobday</em></p>
<p><em>&#8220;Per migliaia di anni l’uomo ha vissuto in armonia con il sole, col calore e la sua luce, nutrendo un’istintiva fiducia nella sua capacità di generare la vita e guarire&#8230;&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guarire_al_sole.php?pn=783" target="_blank">Ecco un link al libro.</a></p>
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		<title>L&#8217;esperto risponde: i raggi ultravioletti</title>
		<link>http://www.solariumnews.it/2009/05/25/lesperto-risponde-i-raggi-ultravioletti/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 07:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Astolfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>

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		<description><![CDATA[L'esperto risponde! Da oggi inauguriamo un nuovo spazio dedicato alle domande più ricorrenti nel nostro settore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da oggi inauguriamo una nuova rubrica dedicata alle domandi più frequenti legate al mondo dell&#8217;abbronzatura. Le risposte saranno affidate alla dott.ssa <strong>Marina Venturini</strong>. Marina ha ottenuto la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Brescia ed è iscritta all’Albo Medici dell’Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Brescia specializzandosi in Dermatologia e Venereologia. Oggi parliamo dei raggi ultravioletti.</em><span id="more-155"></span></p>
<p><strong>Cosa sono i raggi ultravioletti?</strong></p>
<p>I raggi ultravioletti, indicati come UV, sono radiazioni non ionizzanti che costituiscono  meno del 5% della radiazione solare. Sono distinti in 3 diverse classi: UVA, UVB  e UVC.</p>
<p>Gli UVA hanno lunghezza d’onda compresa tra 320 e 400 nm e costituiscono  circa il 95% degli UV che giungono al suolo. La loro presenza è costante durante  tutto l’arco della giornata e durante tutto l’anno. Gli UVA penetrano più in  profondità nella cute rispetto agli UVB raggiungendo il derma.</p>
<p>Gli UVB hanno lunghezza d’onda compresa tra 280 e 320 nm e costituiscono  circa il 5% degli UV che giungono sulla superficie terrestre. Sono presenti  soprattutto nelle ore centrali del giorno (con un picco alle ore 12) e la loro  intensità aumenta durante l’estate. Gli UVB non sono in grado di penetrare in  profondità nella cute, pertanto i loro effetti sono limitati all’epidermide.</p>
<p>Gli UVC hanno lunghezza d’onda compresa tra 100 e 280 nm. Non raggiungono il  suolo poiché vengono assorbiti dai componenti dell’atmosfera, principalmente  dall’ozono, ma anche da vapore acqueo, ossigeno e anidride carbonica. Gli UVC  pertanto non svolgono alcun effetto sulla nostra pelle, ma il controverso  problema della rarefazione dello strato d’ozono ha riavviato l’interesse circa  il loro potenziale ruolo cancerogenico nei paesi dell’emisfero australe. Per il  loro ruolo battericida gli UVC vengono emessi da opportune sorgenti artificiali  ed impiegati per la sterilizzazione.</p>
<p><strong>Perchè la pelle si abbronza?<br />
</strong></p>
<p>L’abbronzatura è una risposta naturale della pelle allo  stimolo dei raggi UV. I raggi UV, in particolare gli UVB, inducono i  melanociti, particolari cellule specializzate dell’epidermide, a produrre  melanina, un pigmento protettivo che è immagazzinato in vescicole, i melanosomi,  che vengono distribuite ai cheratinociti circostanti.</p>
<p>La melanina agisce come un  filtro per i raggi UV e dà quel caratteristico colore bruno alla pelle che  definiamo abbronzatura. I melanociti sintetizzano due tipi di melanine: la  eumelanina, pigmento bruno-nero prodotto in maggior quantità dai melanociti di  soggetti che si abbronzano facilmente, i  cosiddetti fototipi scuri, e la feomelanina,  pigmento rosso-arancio prodotto soprattutto dai melanociti di soggetti che si  abbronzano con difficoltà, ovvero i fototipi chiari.</p>
<p>La diversa capacità di abbronzarsi  tra gli individui appartenenti ad una stessa razza così come le diversità  razziali nel colore della pelle dipendono dal numero, dalla distribuzione e  dalle dimensioni dei melanosomi che contengono i pigmenti melanici, nonché dal  rapporto tra feomelanine e eumelanine prodotte.</p>
<p><strong>Che effetti hanno gli UVA e gli UVB sulla nostra pelle? </strong></p>
<p>Gli UVA sono responsabili principalmente di un’abbronzatura rapida ma non duratura, poiché causano principalmente una fotoossidazione dei precursori melanogenetici presenti nei melanociti, mentre hanno un ruolo limitato nella produzione ex-novo di melanina che è invece fortemente indotta dagli UVB.</p>
<p>Esposizioni all’UVA numerose ed eccessivamente prolungate possono indurre nel tempo invecchiamento cutaneo attraverso il danno delle fibre collagene ed elastiche del derma. Gli UVB inoltre inducono ispessimento dello strato corneo dell’epidermide che, insieme alla pigmentazione melanica, concorre a difendere la cute dall’azione potenzialmente dannosa dei raggi UV.</p>
<p>Gli UVB sono però i principali responsabili dell’eritema solare. La capacità degli UVA di indurre eritema solare è 1000 volte inferiore rispetto agli UVB. Tuttavia, essendo elevata la percentuale di UVA nello spettro solare, pari al 95%, si ritiene che gli UVA siano responsabili di almeno il 15% della reazione eritematosa.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci vuole per ottenere un’abbronzatura? </strong></p>
<p>L’esposizione della pelle agli UV provoca aumento della  pigmentazione melanica come conseguenza di due processi: la pigmentazione  immediata e la pigmentazione ritardata. La pigmentazione immediata è una  colorazione bruno-grigiastra della cute che si verifica immediatamente dopo  l’esposizione agli UV e che scompare gradualmente dopo poche ore dalla fine  dell’esposizione.</p>
<p>Viene più frequentemente osservata nei soggetti di carnagione  scura ed è la conseguenza di un processo di fotoossidazione di precursori  melanogenetici indotto principalmente dall’UVA. La pigmentazione ritardata  compare 3-5 giorni dopo l’esposizione agli UV e raggiunge il massimo dopo circa  2-3 settimane.</p>
<p>E’ la conseguenza di un processo di neo-melanogenesi UV-indotto  che comporta aumento del numero, delle dimensioni e della pigmentazione dei  melanosomi. Tale effetto è principalmente stimolato dall’esposizione agli UVB,  ma in misura minore anche dagli UVA.</p>
<p><strong>Cos’è il fototipo?</strong></p>
<p>La reattività della cute alle radiazioni UV è variabile tra  individui diversi, ma può essere predetta in modo sufficientemente adeguato  definendo il fototipo del singolo individuo. Il fototipo si caratterizza per la  combinazione di diversi fattori quali il colore della pelle, dei capelli, degli  occhi, della predisposizione alla comparsa di eritemi e dell’attitudine  all’abbronzatura. Conoscere il proprio  fototipo permette di scegliere adeguati tempi di esposizione alle lampade  solari.</p>
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